Pasqua in Italia – Religione e tradizione

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Lettura per tutti – I riti di Pasqua, teatro della Passione. Dal vivo, e anche dal web.

Milioni di fedeli saranno in piazza Venerdì Santo in una sacra rappresentazione che mescola religione e tradizione. Ecco alcune tra le processioni più suggestive d’Italia. E chi vive lontano può sempre accontentarsi delle immagini trasmesse sui social.

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A Pasqua va in scena il teatro della Passione. Che trasforma strade e piazze italiane in quinte e fondali di una sacra rappresentazione che mescola religione e tradizione, rito e spettacolo. E dove l’astratto bianco e nero del dogma lascia il posto ad una coloratissima recita di popolo che va dalla Domenica delle Palme al giorno di Pasquetta. Il risultato è uno straordinario catalogo di corpi in movimento e di anime in fermento che ha pochi eguali al mondo.

 

I sacri vasi di Mantova

Il Venerdì Santo nella chiesa di Sant’Andrea, vengono aperti i forzieri dove sono chiusi due vasi che contengono il sangue di Cristo portato a Mantova da Longino, il soldato che scagliò la sua lancia nel costato di Gesù in croce. Ben 12 sono le chiavi che aprono le 12 serrature che difendono il Graal italiano. Ad averle in custodia sono le autorità ecclesiastiche e statali, il parroco, il Capitolo della Cattedrale e il Prefetto della città.

Firenze

Per i fiorentini non è Pasqua senza il brindellone, un’altissima torre di fuochi pirotecnici caricata su un carro trainato da buoi che la portano in giro per la città e poi si fermano davanti alla Cattedrale mentre si celebra la messa. Al canto del Gloria l’arcivescovo accende un razzo a forma di colombina, simbolo dello Spirito Santo. Il sacro missile parte dall’altare maggiore e scivola su un filo d’acciaio e colpisce il carro dando fuoco alle polveri  per poi girarsi e tornare in Duomo nel tripudio generale.

Procida

A Procida la Passione celebra i suoi fasti nella processione del Venerdì Santo. L’isola è svegliata alle prime luci dell’alba dagli squilli laceranti della tromba e dal battere lento e ripetuto del tamburo, che annunciano il martirio di Gesù. Poco dopo le strade sono invase da una interminabile processione che segue la statua seicentesca del Cristo morto. L’intera cittadinanza sfila in corteo, compresi i bambini più piccoli, in costumi di nero lucente con orli d’oro e ali trasparenti, che sfilano in braccio ai genitori, come angeli barocchi mezzi addormentati.

Sessa Aurunca. L’ufficio delle tenebre

Il Mercoledì Santo una nube di Medioevo irrompe nella chiesa di San Giovanni a Villa. Dove una folla straripante assiste alla più tellurica delle Passioni. Il luogo sacro è illuminato solo dalle 15 candele della Saetta, un caratteristico candelabro triangolare. In un silenzio irreale si leva il primo canto. Al termine si spegne la prima candela. Poi il rito continua e ogni volta che la voce dei cantori tace una fiammella si spegne. Alla fine si resta nella tenebra muta e assoluta. E in quel momento scoppia un autentico terremoto, un rombo fragoroso di mille voci che riecheggia la rivolta della natura alla morte di Cristo. Poi si riaccende una piccola luce e il fragore cessa per incanto.

Modica, Il vasa vasa

Nella barocchissima capitale del cioccolato il giorno di Pasqua si svolge uno spettacolare inseguimento tra la statua della Madonna e quella del Cristo risorto. Maria rincorre il Figlio e quando finalmente lo incontra allarga le braccia e si toglie il mantello nero del lutto. Il rito si conclude in festa con un bacio, il cosiddetto vasa vasa.

Riti in rete

Se i riti vanno in rete, la Passione diventa virale. Al tempo di internet le processioni della Settimana Santa attraggono milioni di internauti che da ogni parte del mondo assistono in tempo reale ai riti che fanno di ogni borgo del Belpaese  un teatro en plein air. Migliaia di siti, pagine su Facebook e Instagram, piattaforme di videosharing, dirette streaming trasformano i luoghi materiali in siti web dando vita a forme inedite di connessione che trasformano la comunità tradizionale in community virtuale, allargando i confini materiali dei paesi anche a chi è lontano, come i migranti che inventano nuovi modi di partecipazione in remoto. Così il locale diventa glocale.

Mario Niola – Repubblica


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