Un po’ casa e un po’ albergo: l’Albergo Diffuso – Elementare A2 Confermato

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Articolo di livello A2 – Che cos’è un albergo diffuso? Un albergo diffuso è un modello di ospitalità originale. Una formula tutta italiana nata da un’idea di Giancarlo Dall’Ara, che ha anche creato l’Associazione Nazionale degli Alberghi Diffusi. Quest’idea nasce dal bisogno di generare nuova economia dove più è necessario e dare nuova vita ai piccoli e numerosi borghi italiani per evitare lo spopolamento.

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Un po’ casa e un po’ albergo, per chi non ama i soggiorni in hotel; questa è in poche parole la nuova forma di ospitalità che prende il nome di Albergo Diffuso. Le sue case/albergo si trovano in case diverse, tutte all’interno dello stesso nucleo urbano. L’aggettivo “diffuso”, significa dunque una struttura orizzontale e non verticale come quella degli alberghi tradizionali.

L’Albergo Diffuso si rivolge a turisti interessati a soggiornare in un contesto urbano di valore, a vivere a contatto con i residenti, più che con gli altri turisti e ad usufruire di normali servizi alberghieri, come la colazione in camera o il servizio ristorante.
In sintesi si tratta di una proposta ideata per offrire agli ospiti l’esperienza di vita di un centro storico di una città o di un paese. Gli ospiti possono contare su tutti i servizi alberghieri, cioè su accoglienza, assistenza, ristorazione, spazi e servizi comuni, e alloggiano in case e camere che distano non oltre 200 metri dal “cuore” dell’albergo diffuso: lo stabile nel quale sono situati la reception, gli ambienti comuni, sala colazione o ristorante.
Un Albergo Diffuso si limita a recuperare/ristrutturare quello che esiste già. Un AD infatti, grazie all’autenticità della proposta, alla vicinanza delle strutture che lo compongono, e alla presenza di una comunità di residenti, può proporre più che un soggiorno, ma uno stile di vita, l’esperienza di vita di un centro storico, immersi nella realtà locale.
Proprio per questo un AD non può nascere in borghi abbandonati. L’AD si è rivelato particolarmente adatto per valorizzare borghi e paesi con centri storici di interesse artistico ed architettonico, che in tal modo possono essere recuperati valorizzando vecchie abitazioni abbandonate o non utilizzate.

Nel 2008 l’idea dell’albergo diffuso è stata premiata a Budapest in occasione del Convegno “Helping new talents to grow” come migliore pratica di crescita economica da trasferire nei paesi in sviluppo, ed a questo premio hanno fatto seguito altri riconoscimenti come il World Travel Market Global Award a Londra nel 2010.
Gli Alberghi Diffusi sono riuniti in un’associazione, l’Adi, che promuove e sostiene lo sviluppo, e si trovano in varie zone della penisola, dal Friuli alla Puglia, dalla Sardegna al Molise e molte altre regioni italiane.

Se vuoi approfondire o capire meglio vai sul sito ‘Albergo Diffuso’
A questo link trovi l’elenco degli alberghi diffusi in Italia e fare una ricerca per regione.

 


Dopo aver letto il testo rispondi a queste domande:

1. Qual è la definizione di un “albergo diffuso”?
2. Chi è il cliente ideale di un albergo diffuso?
3. Quali sono le similitudini con un albergo tradizionale?
4. Quali sono le differenze con un albergo tradizionale?
5. Possiamo trovare un albergo diffuso in un’area abbandonata?
6. Un albergo diffuso è una costruzione nuova? Qual è l’obiettivo di un albergo diffuso?


Ora guarda questa breve video-intervista a Giancarlo Dall’Ara e verifica se la comprensione del testo precedente è corretta:

Alcune nuove informazioni dal video:

  1. Quanti alberghi diffusi ci sono attualmente in Italia?
  2. In quale nazione estera nasce attualmente l’idea dell’albergo diffuso?
  3. Il nome usato all’estero è sempre lo stesso o è cambiato?

 

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