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	<title>cuisine italienne</title>
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	<description>Formation d&#039;italien à Paris</description>
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		<title>Lettura con esercizio interattivo &#8211; Cos&#8217;è Slow Food? &#8211; Elementare A2 Confermato</title>
		<link>https://formares.fr/2019/11/24/cose-slow-food/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Cecilia Dolce Couloigner]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 24 Nov 2019 17:40:46 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Articolo di livello A2 Confermato &#8211; Ideale per rinforzare il lessico riguardante il cibo, stile di vita, ambiente. Delle domande di comprensione e un esercizio sulle preposizioni combinate completano l&#8217;attività. Buon lavoro!  *** Slow Food è un&#8217;associazione internazionale non-profit, conta 100.000 iscritti, volontari e sostenitori in 150 Paesi e una rete di 2.000 comunità che [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><strong>Articolo di livello A2 Confermato</strong> &#8211; Ideale per rinforzare il lessico riguardante il cibo, stile di vita, ambiente. Delle domande di comprensione e un esercizio sulle preposizioni combinate completano l&rsquo;attività. Buon lavoro!</p>
<p style="text-align: center;" align="justify"><a class="maxbutton-1 maxbutton maxbutton-formation" href="/formules-tarifs/"><span class='mb-text'>Je choisis ma formation</span></a></p>
<p style="text-align: center;"> <strong>***</strong></p>
<p align="justify">Slow Food è un&rsquo;associazione internazionale non-profit, conta 100.000 iscritti, volontari e sostenitori in 150 Paesi e una rete di 2.000 comunità che praticano una produzione di cibo su piccola scala, sostenibile, di qualità.</p>
<p align="justify">Fondata da Carlo Petrini nel 1986, Slow Food opera per promuovere l&rsquo;interesse legato al cibo come portatore di piacere, cultura, tradizioni, identità, e uno stile di vita, oltre che alimentare, rispettoso dei territori e delle tradizioni locali :un’alimentazione buona, pulita e giusta per tutti.</p>
<p align="justify"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-137" src="https://formares.fr/wp-content/uploads/2018/09/slow-food-italia-min.jpg" alt="Slow Food Italia" width="446" height="176" srcset="https://formares.fr/wp-content/uploads/2018/09/slow-food-italia-min.jpg 446w, https://formares.fr/wp-content/uploads/2018/09/slow-food-italia-min-350x138.jpg 350w, https://formares.fr/wp-content/uploads/2018/09/slow-food-italia-min-300x118.jpg 300w, https://formares.fr/wp-content/uploads/2018/09/slow-food-italia-min-20x8.jpg 20w" sizes="(max-width: 446px) 100vw, 446px" /></p>
<p align="justify">Il motto di Slow Food è buono, pulito e giusto. Tre aggettivi che definiscono in modo elementare le caratteristiche che deve avere il cibo. Buono fa pensare al senso di piacere che deriva dalle qualità organolettiche di un alimento, ma anche alla complessa sfera di sentimenti, ricordi e implicazioni identitarie che derivano dal valore affettivo del cibo; pulito significa prodotto nel rispetto degli ecosistemi e dell&rsquo;ambiente; giusto, che vuol dire conforme ai concetti di giustizia sociale negli ambienti di produzione e di commercializzazione.</p>
<p align="justify">Che cosa fa ? Slow Food lavora in tutto il mondo per tutelare la biodiversità, costruire relazioni tra produttori e consumatori, migliorare la consapevolezza sul sistema che regola la produzione alimentare.</p>
<p style="text-align: right;" align="justify"><strong>Informazioni raccolte e adattate dal Web</strong></p>
<hr />
<h3><strong>1. Rispondi alle domande :</strong></h3>
<ul>
<li>Che cos’è Slow Food ?</li>
<li>Chi è Carlo Petrini ?</li>
<li>Da quanti anni esiste Slow Food ?</li>
<li>Quali sono i tre aggettvi per indicare le caratteristiche di Slow Food ?</li>
<li>« Slow Food » ti fa pensare a altri aggettivi ?</li>
</ul>
<hr />
<h3><strong>2. Quali di queste espressioni ti interessa di più ?</strong></h3>
<ul>
<li>Difendere il cibo vero</li>
<li>Promuovere il diritto al piacere per tutti</li>
<li>Prepararsi al futuro</li>
<li>Valorizzare la cultura gastronomica</li>
<li>Favorire la biodiversità e un’agricoltura equa e sostenibile</li>
</ul>
<hr />
<p align="justify"><iframe src="https://formares.fr/wp-admin/admin-ajax.php?action=h5p_embed&amp;id=21" width="958" height="400" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<hr />
<p align="justify">
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			</item>
		<item>
		<title>L&#8217;arte della cucina italiana: i 10 errori da non commettere &#8211; Intermedio B1</title>
		<link>https://formares.fr/2019/11/15/larte-della-cucina-italiana-i-10-errori-da-non-commettere-intermedio-b1/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Cecilia Dolce Couloigner]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 Nov 2019 08:31:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articles]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Articolo di livello intermedio-B1&#8211; Una lettura facile e leggera per divertirsi un po&#8217;! Un esercizio lessicale e un ripasso dei pronomi completano il menù&#8230; Buon appettito! Per gli esercizi, clicca qui *** Basta fare un viaggio negli States (ma anche solo in Germania) per vedere stravolti i nostri rituali culinari. Dal ketchup usato come passata [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><strong>Articolo di livello intermedio-B1</strong>&#8211; Una lettura facile e leggera per divertirsi un po&rsquo;! Un esercizio lessicale e un ripasso dei pronomi completano il menù&#8230; Buon appettito!</p>
<p align="justify">Per gli esercizi, <a href="https://formares.fr/2019/11/15/esercizi-sui-pronomi-diretti-larte-della-cucina-italiana-intermedio-b1/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">clicca qui</a></p>
<p style="text-align: center;" align="justify"><a class="maxbutton-1 maxbutton maxbutton-formation" href="/formules-tarifs/"><span class='mb-text'>Je choisis ma formation</span></a></p>
<p style="text-align: center;" align="justify">***</p>
<p align="justify">Basta fare un viaggio negli States (ma anche solo in Germania) per vedere stravolti i nostri rituali culinari. Dal ketchup usato come passata di pomodoro al cappuccino a ogni ora. Ecco allora le 10 regole che demoliscono i luoghi comuni sul cibo di casa nostra più diffusi all&rsquo;estero. Per insegnare agli stranieri come evitare orrori culinari al momento di mettere in tavola o degustare una specialità italiana. Un tormentone in dieci punti che gira in rete già da un po&rsquo;, ideato dall&rsquo;Accademia Barilla, che fa sempre sorridere. Condividilo con gli amici!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>1 &#8211; Mai e poi mai sorseggiare un cappuccino durante i pasti</strong></p>
<p>Caffè e cappuccino sono l&rsquo;orgoglio italiano nel mondo, ma il primo viene consumato alla fine del pasto e il cappuccino per colazione, accompagnato da un dolce (meglio un cornetto, o brioche che dir si voglia, aggiungiamo noi). Se vuoi, lo puoi ordinare a fine pasto, ma sappi che un italiano non lo farebbe mai.</p>
<p><strong>2 &#8211; Risotto e pasta non sono un contorno</strong></p>
<p align="justify">L&rsquo;organizzazione delle portate nella cucina italiana è unica, e prevede che pasta e risotto non li serviamo come portata singola e unica. Servire la pasta accanto a un altro cibo è un errore che è commesso in molti paesi, ma in Italia è considerato sacrilegio.</p>
<p><strong>3 &#8211; Non versare condimenti nell&rsquo;acqua della pasta</strong></p>
<p>Tutti i condimenti li aggiungiamo solo una volta che la pasta è scolata e servita in un piatto, assolutamente mai aggiunti nell&rsquo;acqua di cottura.</p>
<p><strong>4 &#8211; Ketchup sulla pasta: vi prego, non si può&#8230;</strong></p>
<p align="justify">Questa è una combinazione che sciocca gli italiani: anche se il ketchup ha affinità con la salsa di pomodoro, aggiungerlo sulla pasta è considerato un vero reato culinario. Tienilo per le tue patatine fritte o hot dog, per favore.</p>
<p><strong>5 &#8211; Spaghetti Bolognese? Macché, sono tagliatelle!</strong></p>
<p align="justify">È probabilmente il piatto più famoso della cucina italiana, il più esportato, eppure non ci sono ristoranti, a Bologna, che lo cucinano. Questo perché la ricetta originale prevede che con il sugo bolognese vengano condite le tagliatelle, e non gli spaghetti. Vi sembra un dettaglio di poco conto? Nella cucina italiana indovinare la giusta combinazione di pasta e condimento è d&rsquo;obbligo.</p>
<p><strong>6 &#8211; Pasta con il pollo: mai in Italia</strong></p>
<p align="justify">Per gli americani una delle ricette più conosciute considerata « tipicamente italiana », è la pasta con il pollo. È imbarazzante: dobbiamo dirvi che in Italia questa preparazione non la serviamo mai.</p>
<p><strong>7 &#8211; « Caesar salad »</strong></p>
<p align="justify">Questa insalata, che prende il nome dal suo creatore, Caesar Cardini, fa parte di quel lungo elenco di piatti creati da chef di origine italiana che però in Italia sono sconosciuti.</p>
<p><strong>8 &#8211; La tovaglia a quadrettoni bianca e rossa non esiste</strong></p>
<p align="justify">Per qualche strana ragione questa tovaglia è associata al nostro cibo e allo stereotipo del « mangia-spaghetti »: all&rsquo;estero tutti i ristoranti italiani la usano. Probabilmente i turisti che visiteranno l&rsquo;Italia resteranno delusi quando scopriranno che noi, invece, non la usiamo MAI. Eccetto forse qualche ristorante per soli turisti.</p>
<p><strong>9 &#8211; Le « Fettuccine Alfredo » sono famose solo oltreoceano</strong></p>
<p align="justify">Questo è forse il punto più curioso della nostra top ten. Le fettuccine Alfredo sono il piatto « italiano » più famoso negli Stati Uniti ma totalmente sconosciute in Italia. Questi noodles, conditi con burro e Parmigiano Reggiano, sono infatti stati inventati nel Bel Paese da Alfredo Di Lelio, proprietario di un ristorante a Roma, ma non si sono mai diffusi né sono diventati un « piatto tradizionale ». Eppure, oltreoceano sono incredibilmente popolari tanto da diventare un simbolo della Dolce Vita. I turisti americani che arrivano in Italia e che sperano di degustarle in qualsiasi ristorante della penisola sono guardati con disapprovazione.</p>
<p><strong>10 &#8211; Impara il rispetto della tradizione e i consigli della mamma </strong></p>
<p align="justify">Lei ha imparato a cucinare dalla mamma. Che ha imparato dalla sua mamma, che a sua volta ha imparato dalla sua e così via. È un sistema testato. Ma cosa insegna ogni madre  alla propria figlia in fatto di cucina? Che l&rsquo;amore è al centro di tutto. Il cibo italiano deve essere sempre condiviso con chi ami. L&rsquo;amore e la famiglia sono tutto.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: right;">Tratto da <a href="https://d.repubblica.it/cucina/2013/09/05/foto/errori_stereotipi_americani_cucina_italiana-1798046/1/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">d.repubblica.it</a></p>
<hr />
<p><strong>Leggi bene il testo e v</strong><strong>erifica se le affermazioni molto ironiche sono presenti nel testo. </strong></p>
<p><iframe src="https://formares.fr/wp-admin/admin-ajax.php?action=h5p_embed&amp;id=307" width="958" height="261" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<hr />
<p><iframe loading="lazy" src="https://formares.fr/wp-admin/admin-ajax.php?action=h5p_embed&amp;id=3" width="958" height="460" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
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			</item>
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		<title>Dove è nato l&#8217;aperitivo? &#8211; Intermedio B2</title>
		<link>https://formares.fr/2019/11/07/dove-e-nato-laperitivo-intermedio-b2/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Cecilia Dolce Couloigner]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Nov 2019 07:02:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articles]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Articolo &#8211; Livello intermedio B2 &#8211; Una breve storia dell’aperitivo, abitudine ormai diffusissima in tutto il mondo. Con un focus lessicale su alcuni termini. E due esercizi interattivi! *** L&#8217;aperitivo è un&#8217;abitudine radicatissima che diamo quasi per scontata, che associamo alla compagnia degli amici e a un buon drink. Che sia un aperitivo in casa [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Articolo &#8211; Livello intermedio B2</strong> &#8211; Una breve storia dell’aperitivo, abitudine ormai diffusissima in tutto il mondo. Con un focus lessicale su alcuni termini. E due esercizi interattivi!</p>
<p style="text-align: center;"><a class="maxbutton-1 maxbutton maxbutton-formation" href="/formules-tarifs/"><span class='mb-text'>Je choisis ma formation</span></a></p>
<p style="text-align: center;">***</p>
<p align="justify">L&rsquo;aperitivo è un&rsquo;abitudine radicatissima che <span style="background-color: #99cc00;">diamo quasi per scontata</span>, che associamo alla compagnia degli amici e a un buon drink. Che sia un aperitivo in casa o in un locale, a base di cocktail elaborati o bevande analcoliche, l&rsquo;aperitivo è parte integrante delle nostre abitudini.</p>
<p align="justify">Vi siete mai chiesti come è nata la tradizione dell&rsquo;aperitivo? Ma sapevate che l&rsquo;aperitivo è stato praticamente « inventato » in Italia? Infatti l&rsquo;abitudine di fare l&rsquo;aperitivo, ma anche le più antiche bevande da aperitivo, sono di origine italiana. Ecco un po&rsquo; di storia.</p>
<p><strong>Quando l&rsquo;aperitivo era una medicina: Ippocrate</strong></p>
<p align="justify">La prima bevanda della storia definita « aperitivo » risale al V secolo a. C., e venne messa a punto da Ippocrate. Il più celebre medico dell&rsquo;antichità infatti aveva creato una bevanda a base di vino aromatizzato con assenzio e altre erbe. Questa bevanda alcolica era particolarmente amara, e veniva utilizzata in casi di inappetenza per « riaprire » lo stomaco. Ippocrate non lo sapeva, ma parecchi secoli dopo la ricetta del suo medicinale sarebbe diventata la base per una bevanda di tipo più comune. La ricetta di Ippocrate infatti si è tramandata nei secoli, ed era ancora utilizzata (almeno a grandi linee) dai frati alchimisti nel Medioevo.</p>
<p><strong>Un liquore per aperitivo: il vermouth</strong></p>
<p align="justify">Il primo liquore aperitivo paragonabile a quelli odierni viene inventato a Torino a fine &lsquo;700  ad opera di Antonio Benedetto Carpano, e la sua funzione era proprio quella di essere consumato prima dei pasti per stimolare l&rsquo;appetito. La bevanda in questione altro non era che un vino aromatizzato con l&rsquo;aggiunta di china: il suo nome era  vermouth, un liquore che ancora oggi consumiamo. A fare la fortuna del vermouth fu una testa coronata, e cioè Vittorio Emanuele II, che lo apprezzava proprio per il suo gusto lievemente amaro e che ne fece la bevanda ufficiale di corte. In breve il vermouth divenne la bevanda must anche per personaggi storici come Cavour o Garibaldi, e presto arrivarono emuli e variazioni sul tema, che a loro volta ebbero gran successo.</p>
<p><strong>Gli altri liquori da aperitivo: amaro, Martini e Campari</strong></p>
<p align="justify">Se nel giro di qualche decennio Antonio Benedetto Carpano aveva avuto un successo tale col suo vermouth da avere una bottega sempre aperta, anche altri seguirono il filone dei liquori da aperitivo. Ad esempio nel 1815 in quel di Milano viene messo a punto il primo aperitivo non a base di vino, cioè l&rsquo;Amaro Ramazzotti, dal farmacista Ausano Ramazzotti. Viene fatto con una combinazione di circa 33 erbe.  Il boom vero e proprio dell&rsquo;amaro arriva verso metà &lsquo;800, quando il signor Ramazzotti apre un bar vicino al Teatro la Scala, dove il suo amaro diventa l&rsquo;aperitivo più <span style="background-color: #ff99cc;">gettonato</span> dai milanesi.</p>
<p align="justify">Sempre negli stessi decenni in Piemonte emerge un altro nome famoso che ancora oggi siamo abituati ad associare all&rsquo;aperitivo: si tratta dei produttori di vini Rossi e Martini, che inventano il Martini bianco. Si tratta di un vermouth molto particolare fatto con vino moscato e arricchito con una serie di erbe lasciate a macerare. Presto arriva anche la versione « dry », dal sapore più deciso e più amata dal pubblico maschile.</p>
<p align="justify">Sempre negli stessi anni (siamo ormai all&rsquo;Unità d&rsquo;Italia) arriva un&rsquo;ulteriore alternativa al vermouth, anch&rsquo;esso <span style="background-color: #ff99cc;">tutt&rsquo;ora</span> <span style="background-color: #ff99cc;">celeberrimo</span>. Si tratta del Campari, creato da Gaspare Campari, che nel suo celebre caffè di Novara sperimentava liquori innovativi. Sempre a base di erbe (la ricetta originale è segreta), si caratterizza per il colore rosso acceso, e viene battezzato « Bitter », parola che in tedesco vuol dire sempre amaro. Ad oggi il marchio è famoso in tutto il mondo, ed è uno dei simboli dello stile di vita italiano. E&rsquo; peraltro utilizzato per fare molti cocktail famosi.</p>
<p><strong>Come si prendeva l&rsquo;aperitivo?</strong></p>
<p align="justify">L&rsquo;aperitivo di cui abbiamo parlato fin&rsquo;ora, inteso come bevanda moderatamente alcolica da consumare prima di un pasto, si inserisce nel contesto del caffè ottocentesco, diverso (ma forse non troppo) dall&rsquo;attuale bar. Frequentare il caffè era all&rsquo;epoca un&rsquo;abitudine molto gettonata nelle grandi città, e particolarmente amata da politici, artisti e intellettuali, che proprio in questi luoghi di ritrovo &#8211; oltre a sorseggiare i loro aperitivi &#8211; discutevano delle loro idee.</p>
<p align="justify">L&rsquo;abitudine dell&rsquo;aperitivo fatto al bar in prossimità dei pasti (pranzo compreso) si è man mano radicata nello stile di vita, diventando qualcosa di davvero tipico in Italia per tutto il &lsquo;900. Questo tipo di aperitivo però è ben diverso dall&rsquo;odierno Happy Hour, ed è molto più scarno e veloce. Viene fatto quasi sempre a base di bevande come Vermouth o Campari, ma il cibo si riduce a qualche oliva o altri stuzzichini come salatini e simili.</p>
<p><strong>L&rsquo;aperitivo oggi: l&rsquo;happy hour</strong></p>
<p align="justify">Se nei bar di paese o di quartiere <span style="background-color: #99cc00;">ci si imbatte</span> ancora in persone che fanno l&rsquo;aperitivo « alla vecchia maniera », che consiste in un vermouth da bere al volo prima di andare a pranzo, negli ultimi decenni si è diffuso moltissimo l&rsquo;aperitivo versione « happy hour » che è qualcosa di decisamente diverso. Questo tipo di aperitivo ha cominciato a <span style="background-color: #99cc00;">prender piede</span> a partire da Milano negli anni &rsquo;80-&rsquo;90, riprendendo il concetto di happy hour americano, per poi dilagare in tutta Italia. Con l&rsquo;happy hour il concetto di aperitivo cambia ancora una volta: idealmente dovrebbe svolgersi tra l&rsquo;uscita dall&rsquo;ufficio e la cena, ma spesso e volentieri la fascia oraria dell&rsquo;aperitivo si dilata e <span style="background-color: #99cc00;">va a soppiantare</span> la cena.</p>
<p align="justify">La lista di bevande da aperitivo si allunga includendo parecchi cocktail, tra i quali uno dei più amati è il sempre italianissimo Spritz (evoluzione dello « Spriss », tipico del nord-est). Al fianco delle bevande il cibo acquista una sempre maggiore importanza, tanto che ad oggi moltissimi locali propongono la cosidetta « <span style="background-color: #ff99cc;">apericena</span> » (termine odiato da alcuni, ma che rende bene il concetto). A disposizione dei clienti si mette un ricco buffet di stuzzichini anche piuttosto sostanziosi, che possono tranquillamente sostituire la cena.</p>
<p align="justify">Ad oggi l&rsquo;aperitivo è un contesto sociale amatissimo e diffusissimo in Italia: meno impegnativo (anche economicamente) di una cena, ci permette di rilassarci e stare in compagnia e vedere gli amici.</p>
<p style="text-align: right;">adattato dal <a href="https://www.pianetadonna.it/casa/food/aperitivo-storia-origini.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">web</a></p>
<hr />
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>FOCUS LESSICALE</strong></span>. La differenza tra &lsquo;conoscere&rsquo; e &lsquo;sapere&rsquo;</p>
<p><em>Ma lo <strong>sapevate</strong> che l&rsquo;aperitivo è stato praticamente « inventato » in Italia?</em></p>
<p><em>Ippocrate non lo <strong>sapeva</strong> ma&#8230;.</em></p>
<p>Soffermiamoci sulla differenza tra ‘conoscere’ e ‘sapere’ grazie a qualche esempio:</p>
<table style="height: 285px;">
<tbody>
<tr style="height: 285px;">
<td style="height: 285px;" width="230">
<p>Nella mia vita ho avuto modo di <strong>conoscere</strong> moltissime persone.</p>
<p>Il mio desiderio è quello di viaggiare per <strong>conoscere</strong> luoghi nuovi.</p>
<p>Non <strong>conosco</strong> affatto la Liguria. E tu ?</p>
<p>Giulia si è decisa finalmente a farci <strong>conoscere</strong> suo marito.</p>
<p><strong>Conosco</strong> un’ ottima pizzeria !</td>
<td style="height: 285px;" width="230">
<p><strong>So</strong> che il marito di Giulia è una bravissima persona.</p>
<p><strong>Sai</strong> dov’è la Liguria ?</p>
<p>Vorrei <strong>sapere</strong> chi ti ha regalato questa bella borsa!</p>
<p>Mi piacerebbe <strong>sapere</strong> perché l&rsquo;ingresso è vietato ai minorenni.</p>
<p><strong>Sai</strong> nuotare bene ?</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<table>
<tbody>
<tr>
<td width="230"><strong>Focus sui verbi del testo</strong></td>
<td width="230"><strong>Focus sui termini del testo</strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="230">
<p><span style="background-color: #99cc00;">diamo quasi per scontata</span></p>
<p><span style="background-color: #99cc00;">ci si imbatte</span> (forma impersonale del verbo <em>imbattersi</em>)</p>
<p><span style="background-color: #99cc00;">prender piede</span></p>
<p><span style="background-color: #99cc00;">va a soppiantare</span></td>
<td width="230">
<p><span style="background-color: #ff99cc;">gettonato</span></p>
<p><span style="background-color: #ff99cc;">apericena</span></p>
<p><span style="background-color: #ff99cc;">celeberrimo</span></p>
<p><span style="background-color: #ff99cc;">tutt&rsquo;ora</span></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>&nbsp;</p>
<hr />
<p><iframe loading="lazy" src="https://formares.fr/wp-admin/admin-ajax.php?action=h5p_embed&amp;id=300" width="958" height="227" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<hr />
<p><iframe loading="lazy" src="https://formares.fr/wp-admin/admin-ajax.php?action=h5p_embed&amp;id=301" width="958" height="227" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p>&nbsp;</p>
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			</item>
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		<title>Le abitudini alimentari degli italiani &#8211; Elementare A1</title>
		<link>https://formares.fr/2019/09/22/le-abitudini-alimentari-degli-italiani-elementare-a1-confermato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Carla Cristofoli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 22 Sep 2019 15:08:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articles]]></category>
		<category><![CDATA[niveaux A1 - A2]]></category>
		<category><![CDATA[adverbe frequence italien]]></category>
		<category><![CDATA[adverbes de fréquence en italien]]></category>
		<category><![CDATA[adverbes en italien]]></category>
		<category><![CDATA[adverbes italien]]></category>
		<category><![CDATA[adverbs of frequency - Italian]]></category>
		<category><![CDATA[cucina italiana]]></category>
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		<category><![CDATA[Eating in Italy]]></category>
		<category><![CDATA[exercices adverbe frequence italien]]></category>
		<category><![CDATA[frequency adverbs in italian]]></category>
		<category><![CDATA[How Italians eat]]></category>
		<category><![CDATA[Italian Adverbs of Frequency]]></category>
		<category><![CDATA[Italian adverbs of frequency and time always now]]></category>
		<category><![CDATA[QUE MANGENT LES ITALIENS]]></category>
		<category><![CDATA[What do Italians eat]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Articolo &#8211; Elementare A1 &#8211; Un facile articolo per conoscere meglio le abitudini alimentari degli italiani. Per far pratica con gli avverbi di frequenza dopo aver letto quest&#8217;articolo vi consigliamo l&#8217;esercizio &#8216;Esercizio interattivo &#8211; Avverbi di frequenza &#8211; Elementare A1&#8216; *** • Quali sono le abitudini alimentari degli italiani? Le abitudini alimentari delle persone rivelano [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><strong>Articolo &#8211; Elementare A1 &#8211;</strong> Un facile articolo per conoscere meglio le abitudini alimentari degli italiani. Per far pratica con gli avverbi di frequenza dopo aver letto quest&rsquo;articolo vi consigliamo l&rsquo;esercizio &lsquo;<a href="https://formares.fr/2019/12/22/esercizio-interattivo-avverbi-di-frequenza-elementare-a1/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Esercizio interattivo &#8211; Avverbi di frequenza &#8211; Elementare A1</a>&lsquo;</p>
<p style="text-align: center;"><a class="maxbutton-1 maxbutton maxbutton-formation" href="/formules-tarifs/"><span class='mb-text'>Je choisis ma formation</span></a></p>
<p style="text-align: center;"><strong>***</strong></p>
<p><strong>• Quali sono le abitudini alimentari degli italiani?</strong></p>
<p align="justify">Le abitudini alimentari delle persone rivelano molte cose sulle opinioni, passioni, personalità, origini geografiche. Le scelte alimentari raccontano storie di famiglie, migrazioni, di cambiamenti nel tempo e identità culturale.</p>
<p><strong>• Quanto spendono gli italiani per mangiare?</strong></p>
<p align="justify">Nel 2017, secondo l&rsquo;Istat, l’Istituto nazionale di statistica, la spesa media mensile familiare è di 2.564 euro. Di questa spesa mensile, la quota dedicata al cibo è di 457 euro mensili.</p>
<p><strong>• Cosa c’è nella spesa alimentare degli italiani?</strong></p>
<p align="justify">La carne. Questa è la componente più importante della spesa alimentare delle famiglie italiane, con una media del 3% del budget dedicato alla spesa, sono circa 94 euro mensili per famiglia. In effetti, il 79% degli italiani dichiara di consumare carni bianche qualche volta la settimana.</p>
<p align="justify">C’è però una buona notizia: le spese per vegetali nel 2017 sono aumentate del 4,2%, per la frutta del 3,8%. Sempre più persone spendono di più per frutta e verdura, e come dichiara il 52,6% delle persone, consuma verdure almeno una volta al giorno.</p>
<p align="justify">E il pane e la pasta? Sì, sono ancora al centro delle abitudini alimentari degli italiani, e si piazzano al secondo posto dopo la carne. L’80% ha dichiarato di consumare pane e pasta almeno una volta al giorno.</p>
<p><strong>• Dove mangiano gli italiani?</strong></p>
<p align="justify">I pasti sono ancora un’importante esperienza sociale che crea legami in tutte le culture, e in particolare nella cultura italiana dove il modello basato sul pasto veloce consumato fuori casa, al bar o al ristorante, non è diffuso.<br />
Secondo i dati più recenti il 73% degli italiani pranza abitualmente a casa e il pranzo è ancora il pasto principale per il 66,6% della popolazione. La percentuale che dichiara di pranzare sul posto di lavoro è invece solo dell’8,2%.</p>
<p><strong>• Gli italiani fanno colazione?</strong></p>
<p align="justify">Gli italiani tengono molto alla colazione. L’81,7% della popolazione dichiara di fare una colazione adeguata, cioé non solo limitata al caffè o al tè, ma ricca di alimenti nutrienti: latte, biscotti e pane.<br />
Questo comportamento salutare è una consuetudine più femminile: sono l’84,6% delle donne a fare colazione contro il 78,6% tra gli uomini, ma è anche molto diffusa tra i bambini (il 92,5% tra i bambini da 3 a 10 anni). Sono più attenti ad adottare la sana abitudine di fare colazione i residenti nell’Italia centrale (85,5%) e settentrionale.</p>
<p style="text-align: right;">Adattato da <a href="https://www.lenius.it/quali-sono-le-abitudini-alimentari-degli-italiani/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Lenius</a></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Perché agli italiani piace parlare di cibo ? Avanzato &#8211; Livello C1</title>
		<link>https://formares.fr/2019/04/29/perche-agli-italiani-piace-parlare-di-cibo-avanzato-livello-c1/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Cecilia Dolce Couloigner]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Apr 2019 14:25:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articles]]></category>
		<category><![CDATA[niveaux C1 - C2]]></category>
		<category><![CDATA[buona tavola]]></category>
		<category><![CDATA[cibo]]></category>
		<category><![CDATA[cucina italiana]]></category>
		<category><![CDATA[cuisine italienne]]></category>
		<category><![CDATA[cultura e costume]]></category>
		<category><![CDATA[Elena Kostioukovitch]]></category>
		<category><![CDATA[Perchè agli italiani piace parlare del cibo]]></category>
		<category><![CDATA[Premio Bancarella della Cucina]]></category>
		<category><![CDATA[Premio Letterario Nazionale Città di Chiavari]]></category>
		<category><![CDATA[Umberto Eco]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Articolo di livello avanzato C1 &#8211; Per sottolineare l&#8217;importanza della tradizione gastronomica in Italia e dell&#8217;argomento « mangiare ». Vediamo come letteratura e cibo legano bene e come le tradizioni spiegano tanto delle differenze tra gli italiani. *** Complice l&#8217;Expo, siamo subissati dal tema cibo, proposto in tutte le salse. Il discorso intorno al food è presente sui [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><strong>Articolo di livello avanzato C1</strong> &#8211; Per sottolineare l&rsquo;importanza della tradizione gastronomica in Italia e dell&rsquo;argomento « mangiare ». Vediamo come letteratura e cibo legano bene e come le tradizioni spiegano tanto delle differenze tra gli italiani.</p>
<p style="text-align: center;" align="justify"><a class="maxbutton-1 maxbutton maxbutton-formation" href="/formules-tarifs/"><span class='mb-text'>Je choisis ma formation</span></a></p>
<p style="text-align: center;">***</p>
<p align="justify">Complice l&rsquo;Expo, siamo subissati dal tema cibo, proposto in tutte le salse. Il discorso intorno al food è presente sui media in quantità e concentrazione da overdose. Eppure rimane stranamente veloce, superficiale, spesso inutile. E dal 2008 al 2014 la produzione di libri di cucina è aumentata del 70 % (per cento). Ma perché questa ossessione? A dare una risposta prova Elena Kostioukovitch con il suo saggio « <strong><a href="http://www.odoya.it/index.php?main_page=product_book_info&amp;products_id=808" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Perché agli italiani piace parlare del cibo?</a>« </strong>, un saggio corposo, divertente, concreto, estremamente colto e profondo. Non si tratta di un libro « di cucina », intendiamoci: le ricette sono raccontate, e mai spiegate per filo e per segno. La Kostioukovitch  sembra interessata alla cultura e alle narrazioni che si muovono intorno alla tavola almeno quanto ai piatti che sulla tavola si posano.</p>
<p align="justify"><em>Perché agli italiani piace parlare del cibo </em>è un viaggio attraverso l&rsquo;Italia da nord a sud: ogni regione un capitolo, e molti racconti. Dei marinai liguri che, dopo mesi in mare a mangiar merluzzo, desideravano focacce e cibi di terra; dei calabresi scorbutici che continuano a coltivare e cucinare quelle melanzane che fino alla fine dell&rsquo;Ottocento erano considerate responsabili di pazzia e disordini psichici (mentre oggi sappiamo che, al massimo, aiutano a combattere la cellulite); dei virtuosi intellettuali a cui era affidato il fondamentale compito di tagliare la carne destinata al banchetto della corte estense, nella Ferrara del Cinquecento. Perché parlare di cucina significa riscoprire una storia, un Paese che forse abbiamo in parte dimenticato. Un’Italia unita proprio dalla sua diversità. « Incontrare la cucina italiana, scrive Umberto Eco nell&rsquo;introduzione, vuol dire scoprire la differenza abissale, non solo di linguaggio, ma di gusti, mentalità, <em>estro, sense of humour</em>, atteggiamenti di fronte al dolore e alla morte, loquacità o silenzio, che separano un veneto da un sardo ». Oltre a questa mappa geografico-culturale del cibo, Elena Kostioukovitch costruisce un piccolo catalogo di argomenti trasversali, capaci di attraversare le differenze regionali. Ad esempio, la fiducia (giustamente riposta) nella dieta mediterranea, il disprezzo per il junk food e la diffidenza verso gli ingredienti « di lusso », oppure la spietatezza nei confronti della pasta cotta anche un solo minuto di troppo. Un capitolo è dedicato, inevitabilmente, al rapporto tra cibo ed eros, e si chiude con un consiglio: per un appuntamento formale, scegliete un risotto; per l&rsquo;amicizia, la pizza; e per l&rsquo;amore, gli spaghetti. Ma questo lo sapevamo già, da <em>Lilli e il Vagabondo (La Belle et le Clochard…)</em>.</p>
<p align="justify">Del resto, non è la nostra antica lingua stracolma di espressioni riconducibili al cibo? Se avete mai reso pan per focaccia a qualcuno, o avete messo troppa carne al fuoco durante una riunione di lavoro, sapete già di cosa si sta parlando.</p>
<p style="text-align: right;"><i>Articolo di Michele Serra</i><time datetime="2015-05-20"> &#8211; Adattato da <a href="https://d.repubblica.it/attualita/2015/05/20/news/20_5_perche_agli_italiani_piace_parlare_di_cibo-2611013/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">D-Repubblica</a></time></p>
<hr />
<p><iframe loading="lazy" src="https://formares.fr/wp-admin/admin-ajax.php?action=h5p_embed&amp;id=368" width="958" height="216" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<hr />
<p><iframe loading="lazy" src="https://formares.fr/wp-admin/admin-ajax.php?action=h5p_embed&amp;id=369" width="958" height="463" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p><em><strong>Per approfondire, rispondi alle domande seguenti e <a title="Contacts" href="https://formares.fr/contacts/">contattaci</a> per avere le risposte!</strong></em></p>
<ul>
<li>In che senso <strong>Perché agli italiani piace parlare del cibo ?</strong> non è un libro di cucina ? Cos’è allora ?</li>
<li>Cosa vuole sottolineare Umberto Eco nell’introduzione ?</li>
<li>La dieta mediterranea è vista in senso positivo ?</li>
<li>L’autrice dà dei consigli di cucina ?</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Torta Pasqualina &#8211; Elementare A1</title>
		<link>https://formares.fr/2019/04/22/torta-pasqualina-elementare-a1/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Carla Cristofoli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Apr 2019 07:25:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articles]]></category>
		<category><![CDATA[niveaux A1 - A2]]></category>
		<category><![CDATA[ci vogliono]]></category>
		<category><![CDATA[ci vuole]]></category>
		<category><![CDATA[cuisine italienne]]></category>
		<category><![CDATA[l'impératif en italien]]></category>
		<category><![CDATA[paques en italie]]></category>
		<category><![CDATA[pasquetta]]></category>
		<category><![CDATA[qu'est ce qu on mange en italie pour paques]]></category>
		<category><![CDATA[recettes italiennes]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Lettura e attività lessicale &#8211; Con esercizi interattivi &#8211; Elementare A1 &#8211; La torta pasqualina arriva direttamente dall’antica tradizione ligure. Questa torta rustica è facile da preparare e si cucina di solito per la Pasquetta. Secondo la tradizione, le donne liguri stendevano fino a 33 sfoglie, una per ogni anno di Gesù, per associare la [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><strong>Lettura e attività lessicale &#8211; Con esercizi interattivi &#8211; Elementare A1 &#8211;</strong> La torta pasqualina arriva direttamente dall’antica tradizione ligure. Questa torta rustica è facile da preparare e si cucina di solito per la Pasquetta. Secondo la tradizione, le donne liguri stendevano fino a 33 sfoglie, una per ogni anno di Gesù, per associare la cucina al sentimento religioso della Pasqua. È buona calda ma anche fredda, ecco perché è ideale per la <strong>*</strong>scampagnata di Pasquetta.</p>
<p style="text-align: center;" align="justify"><a class="maxbutton-1 maxbutton maxbutton-formation" href="/formules-tarifs/"><span class='mb-text'>Je choisis ma formation</span></a></p>
<p style="text-align: center;" align="justify">***</p>
<p><strong>Ingredienti per la torta pasqualina [</strong>I link nel testo rimandano ad immagini per facilitare la comprensione<strong>]:</strong></p>
<p>• 500 grammi di <a href="https://www.google.it/search?biw=1536&amp;bih=802&amp;tbm=isch&amp;sa=1&amp;ei=VlCwXJHEAc6V1fAPqpG6-Aw&amp;q=bietole+&amp;oq=bietole+&amp;gs_l=img.12..0j0i30l9.40014.40014..41738...0.0..0.49.49.1......0....2j1..gws-wiz-img.qOsc0Z1SjxU#imgrc=d6LuKGMyewGAuM:" target="_blank" rel="noopener noreferrer">bietole</a> o spinaci<br />
• 200 grammi di ricotta<br />
• 40 gr.di parmigiano reggiano grattugiato<br />
• 40 gr. di pecorino grattugiato<br />
• 5 uova<br />
• 2 <a href="https://www.google.it/search?biw=1536&amp;bih=802&amp;tbm=isch&amp;sa=1&amp;ei=PFCwXNruH5aq1fAPgpKGqAw&amp;q=pasta+sfoglia&amp;oq=pasta+sfoglia&amp;gs_l=img.3..0j0i7i30l6j0i30l3.23991.23991..24198...0.0..0.50.50.1......0....1..gws-wiz-img.aqJq5Zp5dI4#imgrc=EQaZNZUWJeY5wM:" target="_blank" rel="noopener noreferrer">pasta sfoglia</a> già pronta<br />
• pepe qb (quanto basta)<br />
• sale qb</p>
<p>• Tempo Preparazione: 40 Minuti<br />
• Tempo Cottura: 50 Minuti<br />
• Difficoltà: Facile</p>
<p><strong>Preparazione della torta pasqualina:</strong></p>
<p align="justify">Lavate e <a href="https://www.google.it/search?q=bollire&amp;source=lnms&amp;tbm=isch&amp;sa=X&amp;ved=0ahUKEwi1-NzNksrhAhXn1uAKHUgzBsYQ_AUIDigB&amp;biw=1536&amp;bih=802#imgrc=FQWGLBVZp7ogyM:" target="_blank" rel="noopener noreferrer">bollite</a> le bietole in una <a href="https://www.google.it/search?biw=1536&amp;bih=802&amp;tbm=isch&amp;sa=1&amp;ei=dE2wXMz7KKHDxgOykofABA&amp;q=pentola+&amp;oq=pentola+&amp;gs_l=img.12..0l4j0i30l6.59039.59039..61092...0.0..0.55.55.1......0....2j1..gws-wiz-img.hGPV84jCfAc#imgrc=yDv6-fufRfKNrM:" target="_blank" rel="noopener noreferrer">pentola</a> in acqua leggermente salata. Poi <a href="https://www.google.it/search?biw=1536&amp;bih=802&amp;tbm=isch&amp;sa=1&amp;ei=s02wXOmCObij1fAPvZmtwAo&amp;q=scolare&amp;oq=scolare&amp;gs_l=img.3..0l3j0i5i30l5j0i30l2.29724.31102..32056...0.0..0.58.316.7......0....1..gws-wiz-img.......0i67.egChNp23zWE#imgrc=5IPndCQ4tACSzM:" target="_blank" rel="noopener noreferrer">scolate</a>, lasciate raffreddare e <a href="https://www.google.it/search?q=strizzare&amp;tbm=isch&amp;tbs=rimg:CenQneOAiQ7IIjgCyhvIANGOUstF0KMqz_1HK0mAW9oH3Qzh2GSXCll0BEa8W24KMTk1scHIOTGNIs2gOlVjuKyFrTioSCQLKG8gA0Y5SESkPMadEhCMlKhIJy0XQoyrP8coRbvPXGOwJ-A4qEgnSYBb2gfdDOBGAxsgV-iqjOCoSCXYZJcKWXQEREQWXISlk1bJUKhIJrxbbgoxOTWwRsI7Km2yV1AcqEglwcg5MY0izaBHqBAjmX6Oy8SoSCQ6VWO4rIWtOEU2-mYeUdO8_1&amp;tbo=u&amp;sa=X&amp;ved=2ahUKEwjgs8DRk8rhAhUOAGMBHRR5AM4Q9C96BAgBEBg&amp;biw=1536&amp;bih=802&amp;dpr=1.25#imgrc=AsobyADRjlKWgM:" target="_blank" rel="noopener noreferrer">strizzate</a> molto bene.</p>
<p align="justify">Preparate il ripieno della torta Pasqualina: <a href="https://www.google.it/search?biw=1536&amp;bih=802&amp;tbm=isch&amp;sa=1&amp;ei=lU6wXP-kM6TjxgOe3ZmYBw&amp;q=mescolare&amp;oq=mescolare&amp;gs_l=img.3..0j0i30l9.44551.46220..47086...0.0..0.58.407.9......0....1..gws-wiz-img.......0i24.HjeRa1y0FhU#imgrc=dk6U54ryg9vqgM:" target="_blank" rel="noopener noreferrer">mescolate</a> bene la ricotta, con 4 uova, il parmigiano e il pecorino. Mescolate bene il ripieno e <a href="https://www.google.it/search?biw=1536&amp;bih=802&amp;tbm=isch&amp;sa=1&amp;ei=-E6wXKvmFqSZ1fAP4t6ViAI&amp;q=aggiungere&amp;oq=aggiungere&amp;gs_l=img.3..0i19l10.14900.14900..15085...0.0..0.49.49.1......0....1..gws-wiz-img.iXEoile-9aI#imgrc=90h5mV0yRmuUiM:" target="_blank" rel="noopener noreferrer">aggiungete</a> sale e pepe e le bietole.</p>
<p align="justify">Prendete uno stampo circolare di 22 – 24 cm di diametro, e <a href="https://www.google.it/search?biw=1536&amp;bih=802&amp;tbm=isch&amp;sa=1&amp;ei=CE-wXOCbMem71fAP5IqQmAU&amp;q=stampo+circolare&amp;oq=stampo+circolare&amp;gs_l=img.12...60894.60894..62453...0.0..0.43.43.1......0....2j1..gws-wiz-img.spSyx6xv0L4#imgrc=6B0pugurMPb7-M:" target="_blank" rel="noopener noreferrer">rivestite lo stampo con la carta forno</a> e il primo rotolo di pasta sfoglia. <a href="https://www.google.it/search?biw=1536&amp;bih=802&amp;tbm=isch&amp;sa=1&amp;ei=0E-wXPzZF4qZ1fAP8OuDkAg&amp;q=versare&amp;oq=versare&amp;gs_l=img.12..0i19l8j0i30i19l2.24207.24207..25775...0.0..0.54.54.1......0....1..gws-wiz-img.D86oo8qWjRY#imgrc=JAPs6Egcm2MalM:" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Versate</a> il ripieno di ricotta e bietole.</p>
<p align="justify">Chiudete la torta con il secondo rotolo di pasta sfoglia. <a href="https://www.google.it/search?biw=1536&amp;bih=802&amp;tbm=isch&amp;sa=1&amp;ei=gVCwXM0s9OjGA96Wm6AL&amp;q=spennellare+con+uovo+sbattuto&amp;oq=spennellare+con+uovo+sbattuto&amp;gs_l=img.3...35960.44708..45100...0.0..0.159.1623.25j4......0....1..gws-wiz-img.......0i67j0j0i30j0i5i10i30j0i24._JA25jo7VAg#imgrc=FE7nZ9sCD1AmeM:" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Spennellate</a> la superficie con un uovo sbattuto. <a href="https://www.google.it/search?biw=1536&amp;bih=802&amp;tbm=isch&amp;sa=1&amp;ei=G1GwXOfuCZWJ1fAPouyymA8&amp;q=infornare+la+torta&amp;oq=infornare+la+torta&amp;gs_l=img.3...41683.43897..44192...0.0..0.71.451.9......0....1..gws-wiz-img.......0i30.e3Bkit1qrzg#imgrc=-bpgPKN3teiOGM:" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Infornate</a> la torta pasqualina a 180 °C per circa 60 minuti.</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Adattato da <a href="https://www.ricettedellanonna.net/torta-pasqualina/">Le ricette della nonna</a></strong></p>
<p><strong>* Scampagnata</strong>: gita, escursione, passeggiata, pic nic in campagna;<br />
<strong>* La Pasquetta</strong> è il giorno dopo Pasqua. Il nome di questa giornata è &lsquo;Lunedì dell’Angelo&rsquo;, popolarmente chiamata &lsquo;Pasquetta&rsquo;, è una giornata dedicata alle gite in campagna.</p>
<p>&nbsp;</p>
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<p>&nbsp;</p>
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<p></iframe></p>
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		<title>Che si fa in Italia per le feste? Intermedio B1</title>
		<link>https://formares.fr/2018/12/08/che-si-fa-in-italia-per-le-feste-livello-b/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Cecilia Dolce Couloigner]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 08 Dec 2018 13:16:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articles]]></category>
		<category><![CDATA[niveaux B1 - B2]]></category>
		<category><![CDATA[Capodanno]]></category>
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		<category><![CDATA[traditions culinaires en Italie pendant les fêtes]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Articolo di livello B1 &#8211; Una lettura in sintonia con il periodo che sta per arrivare: il Natale. Per conoscere meglio le tradizioni e sapere cosa fare e mangiare ! Riflettendo anche sulla particella « si » che si usa molto spesso in italiano, in senso passivante, riflessivo o impersonale. Buona lettura!  *** Ai nostri giorni quando si [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Articolo di livello B1 &#8211; Una lettura in sintonia con il periodo che sta per arrivare: il Natale. Per conoscere meglio le tradizioni e sapere cosa fare e mangiare ! Riflettendo anche sulla particella « si » che si usa molto spesso in italiano, in senso passivante, riflessivo o impersonale. Buona lettura!</p>
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<p style="text-align: center;"><strong> ***</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Ai nostri giorni quando<span style="color: #ff0000;"> <u>si parla </u></span>del Natale in realtà <span style="color: #ff0000;"><u>ci si riferisce</u></span><u> </u>ad un periodo di tempo che va dal 24 dicembre al 6 gennaio ed include appunto la Vigilia (24 dicembre), il Natale (25 dicembre), Santo Stefano (26 dicembre), Capodanno (31 dicembre sera &#8211; 1° gennaio) e la Befana o Epifania (6 gennaio)</p>
<figure id="attachment_768" aria-describedby="caption-attachment-768" style="width: 300px" class="wp-caption alignright"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-768 size-medium" src="https://formares.fr/wp-content/uploads/2018/12/scambiarsi-i-regali-min-300x195.jpg" alt="" width="300" height="195" srcset="https://formares.fr/wp-content/uploads/2018/12/scambiarsi-i-regali-min-300x195.jpg 300w, https://formares.fr/wp-content/uploads/2018/12/scambiarsi-i-regali-min-600x390.jpg 600w, https://formares.fr/wp-content/uploads/2018/12/scambiarsi-i-regali-min.jpg 700w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /><figcaption id="caption-attachment-768" class="wp-caption-text">Scambiarsi i regali</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;">Il Natale <span style="color: #ff0000;"><u>si festeggia </u></span>il 25 dicembre ed è la festa più importante in Italia. Con il Natale <span style="color: #ff0000;"><u>si celebra</u></span><u> </u>la nascita di Gesù. Le famiglie, in questo giorno, <span style="color: #ff0000;"><u>si riuniscono</u></span>, cucinano molte cose da mangiare, giocano e <span style="color: #ff0000;"><u>si scambiano</u></span> i regali .</p>
<p style="text-align: justify;">I bambini aspettano la mattina di Natale per vedere se Babbo Natale,  un vecchio con la barba che viaggia in slitta, ha portato quello che loro hanno scritto nelle letterine. Questo è un bel periodo per i bambini anche perché le scuole rimangono chiuse, in genere, dal 23 dicembre al 6 gennaio. In questo periodo c’è chi parte per la montagna, per andare a sciare sulle Alpi che sono piene di turisti; <span style="color: #ff0000;"><u>si dice </u></span>che partono per la settimana bianca.</p>
<p style="text-align: justify;">La Vigilia e la cena della vigilia è una delle più importanti e prende il nome di cenone. I negozi chiudono prima nel giorno della vigilia mentre tutto resta chiuso i giorni 25-26 dicembre. Per il cenone della vigilia e per quello natalizio, in Italia<span style="color: #ff0000;"> <u>si cucina </u></span>moltissimo, soprattutto pesce.</p>
<p style="text-align: justify;"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-732" src="https://formares.fr/wp-content/uploads/2018/12/Feste-di-Natale-min.jpg" alt="" width="500" height="332" srcset="https://formares.fr/wp-content/uploads/2018/12/Feste-di-Natale-min.jpg 500w, https://formares.fr/wp-content/uploads/2018/12/Feste-di-Natale-min-350x232.jpg 350w, https://formares.fr/wp-content/uploads/2018/12/Feste-di-Natale-min-300x199.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px" />Il culto per la buona tavola durante questa festa <span style="color: #ff0000;"><u>si manifesta </u></span>in tutta la sua grandezza, in una maratona mangereccia in cui assaporiamo ogni tipo di pietanza, dal dolce al salato, dal pesce alla carne, il tutto ovviamente in porzioni più che abbondanti.</p>
<p style="text-align: justify;">Il cenone del 24 dicembre è all&rsquo;insegna del pesce. Il primo piatto può essere un risotto alla pescatora o un piatto di spaghetti alle vongole.</p>
<p style="text-align: justify;">Passando al secondo il frittomisto, l&rsquo;orata e la spigola al forno con patate ed insalata. Non mancano i fritti di verdure (carciofi, cavolfiori, finocchi)</p>
<p style="text-align: justify;">Nel pranzo del 25 dicembre, quindi del giorno di Natale, è consentito mangiare la carne. Il primo è sostituito da una lasagna, dai tortellini in brodo o dai cannelloni o ancora da un timballo di pasta, mentre il secondo vede l&rsquo;arrivo di un bel piatto di arrosto misto. In entrambi i casi, per finire, formaggi vari quindi frutta, frutta secca e dolci in quantità.</p>
<p style="text-align: justify;">Se il menu&rsquo; può variare da regione a regione, ciò che sicuramente è possibile trovare su tutte le tavole italiane sono il panettone, il pandoro ed il torrone.</p>
<p style="text-align: justify;">Il panettone ed il pandoro sono i dolci natalizi per eccellenza. Il panettone, di provenienza lombarda, è caratterizzato al suo interno da uvetta e frutta candita. Il pandoro, di provenienza veronese, dalla pasta soffice ed il colore dorato è servito con una spolverata di zucchero a velo. Il torrone, il più tipico dei dolci natalizi, è disponibile al miele o al cioccolato con mandorle e pistacchi all&rsquo;interno.</p>
<p style="text-align: justify;">Allo stesso modo, durante tutto il periodo di festa, <span style="color: #ff0000;"><u>si preparano </u></span>o <span style="color: #ff0000;"><u>si comprano</u></span> dolci particolari , come abbiamo già detto, il panettone, il pandoro o anche il torrone, e <span style="color: #ff0000;"><u>si decora </u></span>la casa.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;"><u>Si prepara </u></span>l’albero, di solito, l’8 dicembre che è la festa dell’Immacolata Concezione.</p>
<figure id="attachment_735" aria-describedby="caption-attachment-735" style="width: 522px" class="wp-caption alignright"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-735" src="https://formares.fr/wp-content/uploads/2018/12/Presepe-min.jpg" alt="" width="522" height="348" srcset="https://formares.fr/wp-content/uploads/2018/12/Presepe-min.jpg 600w, https://formares.fr/wp-content/uploads/2018/12/Presepe-min-300x200.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 522px) 100vw, 522px" /><figcaption id="caption-attachment-735" class="wp-caption-text">Il presepe</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;">Insieme all’albero spesso <span style="color: #ff0000;"><u>si fa</u></span> anche il presepe che è la rappresentazione della natività di Gesù. In Italia <span style="color: #ff0000;"><u>si organizzano</u><u> </u></span>molte mostre con i presepi, anche particolari, e la più famosa è sicuramente la mostra di Napoli.</p>
<p style="text-align: justify;">Il 26 dicembre, Santo Stefano, viene dal nome del primo martire cristiano. La sera di S. Stefano spesso <span style="color: #ff0000;"><u>si mangia</u></span> tutto quello che è rimasto delle due cene precedenti.</p>
<p style="text-align: justify;">Sempre nel periodo natalizio cade la festa per il nuovo anno<strong>, </strong>il Capodanno<strong>. </strong>Il 31 dicembre, giorno di San Silvestro, <span style="color: #ff0000;"><u>si esce </u></span>o <span style="color: #ff0000;"><u>ci si riunisce </u></span>per il cenone dell’ultimo giorno dell’anno. I negozi chiudono prima, alle 18 al massimo.</p>
<p style="text-align: justify;">Quando arriva la mezzanotte <span style="color: #ff0000;"><u>si beve </u></span>lo spumante.</p>
<p style="text-align: justify;"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-907" src="https://formares.fr/wp-content/uploads/2018/12/La-Befana-min-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://formares.fr/wp-content/uploads/2018/12/La-Befana-min-300x200.jpg 300w, https://formares.fr/wp-content/uploads/2018/12/La-Befana-min.jpg 500w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" />La fine delle feste di Natale è il 6 gennaio, l’Epifania, cioè il giorno in cui, per i cristiani, i re Magi vedono Gesù e lo riconoscono come Dio.</p>
<p style="text-align: justify;">Il 6 gennaio è particolarmente importante per i bambini perché la tradizione dice che una vecchia signora, la Befana<strong>, </strong>voli di casa in casa per riempire le calze dei bambini buoni con tante caramelle. Per quelli cattivi invece c’è il carbone!</p>
<p style="text-align: justify;">La Befana, corruzione lessicale di Epifania attraverso &lsquo;bifanìa&rsquo; e &lsquo;befanìa&rsquo;, è una figura folcloristica legata alle festività natalizie, tipica di alcune regioni italiane e diffusasi poi in tutta la penisola italiana.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;"><u>Si dice </u></span>che l’Epifania tutte feste porta via!</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Informazioni tratte e adattate dal Web</strong></p>
<hr />
<p><strong>Ora osserva le frasi sottolineate del testo e cerca di indovinare di quale « si » si tratta !</strong></p>
<p><strong><u>« SI  IMPERSONALE » O « SI PASSIVANTE » ? OPPURE « SI RIFLESSIVO » ?</u></strong></p>
<p><strong><em>A) Osserva gli esempi. Quale « si » è ?</em></strong></p>
<ul>
<li>Si dice che gli italiani in febbraio partono per la settimana bianca.</li>
<li>In Italia si cucina moltissimo.</li>
<li>In Italia si mangia bene.</li>
</ul>
<p><strong><em>A che persona è il verbo ?</em></strong></p>
<hr />
<p><strong><em>B) Osserva questi altri esempi . Quale « si » è ?</em></strong></p>
<ul>
<li>A Capodanno si beve lo spumante.</li>
<li>Durante le vacanze di Natale si preparano o si comprano dolci.</li>
<li>A Roma si organizzano molte mostre d’arte.</li>
</ul>
<p><strong><em>A che persona è il verbo ?</em></strong></p>
<hr />
<p><strong><em>C ) Osserva questi altri esempi . Quale « si » è ?</em></strong></p>
<ul>
<li>Le famiglie, in questo giorno, si riuniscono.</li>
<li>La gente si scambia i regali.</li>
</ul>
<p><strong><em>A che persona è il verbo ? </em></strong></p>
<hr />
<p>&nbsp;</p>
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