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	<title>niveaux C1 - C2</title>
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	<description>Formation d&#039;italien à Paris</description>
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		<title>Il caffè sospeso &#8211; Che cos&#8217;è?</title>
		<link>https://formares.fr/2022/04/08/il-caffe-sospeso-che-cose/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Cecilia Dolce Couloigner]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Apr 2022 11:05:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articles]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Articolo di livello avanzato &#8211; Una bella tradizione napoletana: Il caffè sospeso. La prossima volta che andrete a Napoli, non dimenticatelo! *** Il caffè sospeso è un’antica e generosa usanza napoletana consistente nel lasciare pagato al Bar un caffè per una persona sconosciuta che, così, pur non potendoselo permettere*, potrà, comunque, berlo. Un grande conoscitore [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Articolo di livello avanzato &#8211; </strong>Una bella tradizione napoletana: Il caffè sospeso. La prossima volta che andrete a Napoli, non dimenticatelo!</p>
<p style="text-align: center;"><a class="maxbutton-1 maxbutton maxbutton-formation" href="/formules-tarifs/"><span class='mb-text'>Je choisis ma formation</span></a></p>
<p style="text-align: center;">***</p>
<p align="justify">Il caffè sospeso è un’antica e generosa usanza napoletana consistente nel lasciare pagato al Bar un caffè per una persona sconosciuta che, così, pur non potendoselo permettere*, potrà, comunque, berlo. Un grande conoscitore di cose napoletane come Luciano De Crescenzo ha felicemente colto lo spirito del caffè sospeso: “quando un napoletano è felice per qualche ragione decide di offrire un caffè ad uno sconosciuto perché è come se offrisse un caffè al resto del mondo”</p>
<p align="justify">È nei difficili anni che seguono l’unità  di Italia che comincia a diffondersi l’usanza del caffé sospeso che diventerà, poi, vera e propria abitudine agli inizi del ‘900 con l’introduzione de La Pavone, la prima macchina da bar per la preparazione del caffè espresso, che consentiva di preparare l’amata tazzina di nera bevanda in meno di un minuto (di qui il termine espresso, veloce, come il più veloce dei treni, l’espresso per l’appunto).</p>
<p align="justify">La seconda guerra mondiale sarà  decisiva a porre nell’oblio la generosa usanza del caffè sospeso, ma con il nuovo millennio essa viene riscoperta nel più generale ambito del percorso di recupero delle tradizioni napoletane avviato da circa un ventennio dai migliori ambiti culturali napoletani.</p>
<p align="justify">Oggi il caffè sospeso è nuovamente pratica invalsa dappertutto nel territorio cittadino e che vede generosi protagonisti anche i turisti i quali, oramai, lasciano di sovente un sospeso allo stesso modo in cui lanciano la monetina nella Fontana di Trevi a Roma, con tanto di selfies ad immortalare lo storico momento. L’antica abitudine dei più generosi signori napoletani è divenuta vero e proprio fenomeno nazionale, avendo già  da alcuni anni varcato i nostri confini metropolitani e regionali, diffondendosi nelle altre città  italiane, fino ad attirare la curiosità di giornali e televisioni straniere, interessate a conoscere un comportamento dai significativi risvolti sociologici.</p>
<p align="justify">Ispirate al nostro caffè sospeso, si stanno, infine, diffondendo simili pratiche in altri paesi del mondo come, ad esempio, la baguette sospesa in Francia. Chissà  che a breve –  e non c’è che da augurarselo – non si possa bere una birra sospesa a Monaco di Baviera, piuttosto che sorbire un thè sospeso in un pub inglese o, perché no, un karkadè sospeso tra le strade de Il Cairo.</p>
<p style="text-align: right;">Dal sito del <a href="https://grancaffegambrinus.com/caffe-sospeso-da-antica-abitudine-napoletana-a-fenomeno-nazionale/" target="_blank" rel="noopener">Gran Caffé Gambrinus &#8211; Napoli</a></p>
<p><span style="color: #333333;">*anche se non può permetterselo / anche se non se lo può permettere</span></p>
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		<title>I modi di dire di Dante che usiamo ancora oggi &#8211; Avanzato C2</title>
		<link>https://formares.fr/2021/03/09/i-modi-di-dire-di-dante-che-usiamo-ancora-oggi-avanzato-c2/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Cecilia Dolce Couloigner]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Mar 2021 12:02:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articles]]></category>
		<category><![CDATA[niveaux C1 - C2]]></category>
		<category><![CDATA[Dante]]></category>
		<category><![CDATA[espressioni di Dante]]></category>
		<category><![CDATA[Vera Gheno]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Articolo di livello avanzato C2 &#8211; Dante, nonostante siano passati 700 anni dalla sua morte, è ancora un punto fermo della lingua italiana. In questo articolo di Vera Gheno, vi proponiamo alcune delle sue espressioni ancora attuali e usate nell&#8217;italiano moderno. Per completare un esercizio lessicale. *** È iniziato il 2021: siamo entrati nell’anno di Dante, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Articolo di livello avanzato C2 &#8211; </strong>Dante, nonostante siano passati 700 anni dalla sua morte, è ancora un punto fermo della lingua italiana. In questo articolo di Vera Gheno, vi proponiamo alcune delle sue espressioni ancora attuali e usate nell&rsquo;italiano moderno. Per completare un esercizio lessicale.</p>
<p style="text-align: center;"><a class="maxbutton-1 maxbutton maxbutton-formation" href="/formules-tarifs/"><span class='mb-text'>Je choisis ma formation</span></a></p>
<p style="text-align: center;"><strong>***</strong></p>
<p align="justify">È iniziato il 2021: siamo entrati nell’anno di Dante, che commemora i settecento anni dalla sua scomparsa. I festeggiamenti e le iniziative dantesche, che proseguiranno per tutto il 2021, avranno il loro culmine il 25 marzo con il Dantedì, giorno interamente dedicato al Sommo. Questa data è stata scelta ipotizzandola come giorno di inizio del viaggio simbolico di Dante nella Divina Commedia, anche se non tutti gli studiosi sono concordi su questo dato.</p>
<p align="justify">Per tutto l’anno, l’Accademia della Crusca proporrà una “parola di Dante” presa dalla Divina Commedia: la trovate sul loro sito e sui loro social corredata da un particolare hashtag: #ParolaDiDanteFrescaDiGiornata.</p>
<p align="justify">Per iniziare bene l’anno dantesco, dunque, offro anche io il mio piccolo contributo alla causa con un glossario che analizza alcune tra le espressioni e i modi di dire tratti dalla Commedia e che usiamo ancora oggi, molto spesso – ma non sempre – senza nemmeno avere consapevolezza di stare citando il padre della lingua italiana.</p>
<p align="justify"><strong>Bella persona</strong>: <em>“Bella persona” si usa oggi soprattutto in riferimento a caratteristiche interiori, più che esteriori.</em> «Amor, ch’al cor gentil ratto s’apprende / prese costui de la bella persona che mi fu tolta; / e ‘l modo ancor m’offende»: nei versi 100-102 del V canto dell’Inferno, Francesca da Rimini sta parlando del modo in cui Paolo Malatesta si era innamorato (velocemente, essendo quello di lui un cuore gentile) della “bella persona” di lei, poi brutalmente e prematuramente uccisa.</p>
<p align="justify"><strong>Cosa fatta capo ha</strong>: <em>ciò che è fatto è fatto e non si può cambiare,</em> ma è anche meglio di una cosa senza conclusione che si trascina. Il proverbio deriva dall’inversione di una parte del verso 107 del canto XXVIII dell’Inferno: «Capo ha cosa fatta». La frase è pronunciata da Mosca dei Lamberti, che, in base alle leggende in circolazione ai tempi di Dante aveva, con le sue azioni, dato inizio alla faida tra Guelfi e Ghibellini.</p>
<p align="justify"><strong>Galeotto fu</strong>: «la bocca mi basciò tutto tremante. / Galeotto fu ‘l libro e chi lo scrisse: / quel giorno più non vi leggemmo avante». Siamo nel V canto dell’Inferno, versi 136-138; Francesca sta raccontando a Dante della passione bruciante vissuta con Paolo. In particolare, Francesca spiega che i due si erano baciati per la prima volta durante la lettura di un romanzo cavalleresco in cui Ginevra, sposa di Artù, viene baciata da Lancillotto: la passione descritta nel brano, insomma, li spinse a baciarsi. Quindi il libro fece da Galeotto tra loro, come Galeotto (Galehaut), siniscalco della regina Ginevra, aveva fatto da tramite tra la regina e il suo amato nei romanzi del ciclo bretone. Quindi, originariamente, galeotto era un nome proprio. Solo successivamente è diventato un nome comune, seguendo il processo di antonomasia.</p>
<p align="justify"><strong>Il Bel Paese</strong>: <em>è una espressione poetica per definire l’Italia</em> (bella per il clima, per la cultura, per il paesaggio), usata da Dante nel canto XXXIII dell’Inferno, al verso 80: «del bel paese là dove ‘l sì suona». La stessa espressione ricorre anche in Petrarca, in particolare nel Canzoniere, CXLVI, vv. 13-14: «il bel paese / ch’Appennin parte e ‘l mar circonda e l’Alpe». Ancora oggi, ci si riferisce spesso all’Italia con questa espressione.</p>
<p align="justify"><strong>Non mi tange</strong>: <em>non mi interessa, non mi tocca, non mi riguarda</em>. «Io son fatta da Dio, sua mercè, tale, / Che la vostra miseria non mi tange», leggiamo ai versi 91-92 del Canto II dell’Inferno. È Beatrice a parlare; e lo fa per rassicurare Dante del fatto che nulla di ciò che dovesse accadere all’Inferno potrà in alcun modo ferirla, perché lei è “fatta da Dio” e per questo le miserie umane, per l’appunto, non la tangono, non la toccano.</p>
<p align="justify"><strong>Senza infamia e senza lode</strong>:<em> si impiega per riferirsi a una cosa, a un lavoro o a una persona mediocri, senza particolari qualità</em>. È stata usata da Dante nel III canto dell’Inferno, versi 35-36, per indicare le persone che si rifiutano di prendere una posizione per pigrizia, per indifferenza o per quieto vivere (successivamente definite “ignavi” dalla critica dantesca): «coloro / che visser sanza‘nfamia e sanza lodo». Anche Antonio Gramsci ce l’aveva con gli indifferenti, che richiamano, nella definizione del pensatore, proprio gli ignavi di Dante: “Odio gli indifferenti. Credo che vivere voglia dire essere partigiani. Chi vive veramente non può non essere cittadino e partigiano. L’indifferenza è abulia, è parassitismo, è vigliaccheria, non è vita. Perciò odio gli indifferenti”.</p>
<p align="justify"><strong>Stai fresco / stiamo freschi</strong>: <em>questo modo di dire è usato ironicamente, come si fa con “tutto a posto”, con significato antifrastico, cioè per dire, al contrario, che andrà tutto male</em>.Deriva dal verso 117 del canto XXII dell’Inferno, «là dove i peccatori stan freschi». Il riferimento è al lago Cocito, «un lago che per gelo avea di vetro e non d’acqua sembiante», come descrive Dante nei primi versi del canto, nel quale i peccatori stanno immersi in maniera proporzionale alla gravità del peccato da loro commesso.</p>
<p style="text-align: right;">adattato da <a href="https://dizionaripiu.zanichelli.it/cultura-e-attualita/glossario/i-modi-di-dire-di-dante-che-usiamo-ancora-oggi/" target="_blank" rel="noopener">Vera Gheno</a> per Zanichelli</p>
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		<title>Intervista a Claudia Landini &#8211; Una vita in espatrio &#8211; Avanzato C1</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Carla Cristofoli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Mar 2021 07:57:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articles]]></category>
		<category><![CDATA[niveaux C1 - C2]]></category>
		<category><![CDATA[claudia landini]]></category>
		<category><![CDATA[expatclic]]></category>
		<category><![CDATA[interviste]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Intervista a Claudia Landini &#8211; Una vita in espatrio &#8211; Avanzato C1 &#8211; Claudia Landini è espatriata da molti anni e della sua esperienza in espatrio ha fatto la sua professione, diventando formatrice inter-culturale e fornendo una serie di servizi di supporto a chi decide di espatriare. Un bell&#8217;esempio di come le difficoltà possano diventare [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><strong>Intervista a Claudia Landini &#8211; Una vita in espatrio &#8211; Avanzato C1 &#8211; </strong>Claudia Landini è espatriata da molti anni e della sua esperienza in espatrio ha fatto la sua professione, diventando formatrice inter-culturale e fornendo una serie di servizi di supporto a chi decide di espatriare. Un bell&rsquo;esempio di come le difficoltà possano diventare risorsa per sé e per gli altri.</p>
<p style="text-align: center;" align="justify"><a class="maxbutton-1 maxbutton maxbutton-formation" href="/formules-tarifs/"><span class='mb-text'>Je choisis ma formation</span></a></p>
<p style="text-align: center;"><strong>***</strong></p>
<ul>
<li><strong>Ascolto &#8211; </strong>Ascolta l&rsquo;intervista una prima volta per il semplice piacere di ascoltare Claudia Landini e la sua bellissima storia, poi rispondi alle domande di comprensione:</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p><iframe title="Intervista a Claudia Landini  fondatrice della Expatclic  - Una vita in espatrio" width="696" height="392" src="https://www.youtube.com/embed/8jPuQBN3liw?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></p>
<p align="justify"><strong>2. Comprensione &#8211; </strong>Rispondi alle domande e completa i testi (Set di 12 quesiti tra QSM  e Fill in the blank &#8211; Sono indicati i secondi e i minuti in cui puoi, riascoltando, trovare la risposta e completare i testi)</p>
<p><iframe src="https://formares.fr/wp-admin/admin-ajax.php?action=h5p_embed&amp;id=375" width="845" height="264" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<span class="et_bloom_bottom_trigger"></span>The post <a href="https://formares.fr/2021/03/02/intervista-a-claudia-landini-una-vita-in-espatrio-avanzato-c1/">Intervista a Claudia Landini – Una vita in espatrio – Avanzato C1</a> first appeared on <a href="https://formares.fr">FormaRes</a>.]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
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		<title>Teatro, musica e libri diventano delivery &#8211; Livello C1</title>
		<link>https://formares.fr/2021/01/21/teatro-musica-e-libri-diventano-delivery-ve-li-portiamo-a-casa-livello-c1/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Cecilia Dolce Couloigner]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Jan 2021 07:43:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articles]]></category>
		<category><![CDATA[niveaux C1 - C2]]></category>
		<category><![CDATA[esercizi lessicali]]></category>
		<category><![CDATA[espressioni lessicali]]></category>
		<category><![CDATA[teatro musica e libri delivery]]></category>
		<category><![CDATA[video teatro delivery Repubblica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Articolo di livello avanzato C1/C2 &#8211; Lettura e video su un&#8217;iniziativa originale da parte di artisti italiani &#8211; Esercizi lessicali e focus sul verbo « strappare » e l&#8217;espressione « a mo&#8217; di ». Per il video su Roberta Paolini e Marica Mastromarino, clicca qui *** Teatro, musica e libri diventano delivery: « Ve li portiamo a casa » In giorni [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Articolo di livello avanzato C1/C2</strong> &#8211; Lettura e video su un&rsquo;iniziativa originale da parte di artisti italiani &#8211; Esercizi lessicali e focus sul verbo « strappare » e l&rsquo;espressione « a mo&rsquo; di ».</p>
<p>Per il video su Roberta Paolini e Marica Mastromarino, clicca <a href="https://video.repubblica.it/dossier/coronavirus-wuhan-2020/milano-il-teatro-diventa-delivery-vi-portiamo-a-casa-il-nutrimento-dell-anima/374185/374798" target="_blank" rel="noopener">qui</a></p>
<p style="text-align: center;"><a class="maxbutton-1 maxbutton maxbutton-formation" href="/formules-tarifs/"><span class='mb-text'>Je choisis ma formation</span></a></p>
<p style="text-align: center;">***</p>
<p align="justify"><strong>Teatro, musica e libri diventano delivery: « Ve li portiamo a casa »</strong></p>
<p align="justify">In giorni avversi come questi, l’unico modo per non perdersi è forse assecondarne il movimento, magari con la stessa ostinazione che è propria degli artisti, dei musicisti, degli scrittori o persino dei librai. E così, a palchi vuoti e negozi (spesso) chiusi, capita che la musica, il teatro, le parole facciano il percorso inverso, arrivando dritti nelle case delle persone, nei giardini, nei cortili interni dei condomini, ovunque insomma ci sia qualcuno ad aspettarli. Luoghi familiari a chi, come le attrici Roberta Paolini e Marica Mastromarino, si è messo in sella a una bici per portare in giro per Milano, con lo zaino tipico dei rider sulle spalle, il « Teatro Delivery ». E non per consegnare cibo ma un menù fatto di pezzi teatrali a prezzi popolari.</p>
<p align="justify"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-4966" src="https://formares.fr/wp-content/uploads/2021/01/Capture-decran-125.png" alt="" width="600" height="270" srcset="https://formares.fr/wp-content/uploads/2021/01/Capture-decran-125.png 600w, https://formares.fr/wp-content/uploads/2021/01/Capture-decran-125-300x135.png 300w" sizes="auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px" />E nei cortili delle case popolari poi, durante il primo lockdown, il teatro lo aveva portato anche Paolo Rossi con la Brigata Brighella con l’intenzione di strappare un sorriso, mentre si distribuiva cibo alle famiglie: fiabe improvvisate e rivedute, sotto la sua supervisione artistica. Insomma, arte a domicilio, come quella che i Duperdu — Marta Marangoni e Fabio Wolf — portano sotto le finestre di chi ordina loro, con una donazione, una « Canzone fattapposta », suonata live a mo’ di serenata con chitarra e fisarmonica. «È molto emozionante — dice Marangoni — C’è la ragazza che aspetta un bimbo e ha ricevuto una serenata dalle sue colleghe o la signora anziana a cui il marito ha dedicato una canzone d’amore. Storie semplici, dalla forte densità emotiva».</p>
<p align="justify">Quanto ai libri, invece, sono diverse le librerie che hanno lanciato il « Delivery della cultura », pratica seguita durante il primo lockdown — ad esempio, da Libreria militare di via Morigi, Libreria popolare di via Tadino, Covo della ladra in zona No-Lo (Nord Loreto),— e in molti casi tenuta in piedi anche in questi mesi. «È un modo per raggiungere chi non si può muovere da casa o fare un pensiero a un amico o a genitori lontani &#8211; spiega Mariana, del Covo della ladra — Partiamo in bici o in auto e arriviamo nell’hinterland, qui a NoLo, sui Navigli, un po’ ovunque. Prima erano i clienti a venirci a trovare, ora siamo noi ad andare da loro».</p>
<p style="text-align: right;" align="justify">Marco Castrovinci &#8211;  <a href="https://www.repubblica.it/cultura/2021/01/11/news/teatro_musica_e_libri_diventano_delivery_ve_li_portiamo_a_casa_-281981268" target="_blank" rel="noopener">Repubblica</a> 11 gennaio 2021</p>
<hr />
<p align="justify"><strong>Ora un po&rsquo; di esercizi!</strong></p>
<p align="justify"><iframe loading="lazy" src="https://formares.fr/wp-admin/admin-ajax.php?action=h5p_embed&amp;id=355" width="958" height="309" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p align="justify"><iframe loading="lazy" src="https://formares.fr/wp-admin/admin-ajax.php?action=h5p_embed&amp;id=356" width="958" height="255" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p><em><strong>Esistono anche tante espressioni con « uno strappo »: Dare uno strappo con la moto/ Fare uno strappo alla regola/ Dormire a strappi/ Farsi uno strappo muscolare/ Dare uno strappo a un rapporto.</strong></em></p>
<hr />
<p><em><strong>Nel testo troviamo anche l&rsquo;espressione : « a mo&rsquo; di serenata » . Questa espressione significa  » a guisa di / come »</strong></em></p>
<p><iframe loading="lazy" src="https://formares.fr/wp-admin/admin-ajax.php?action=h5p_embed&amp;id=357" width="958" height="279" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<hr />
<p>Guarda <a href="https://video.repubblica.it/dossier/coronavirus-wuhan-2020/milano-il-teatro-diventa-delivery-vi-portiamo-a-casa-il-nutrimento-dell-anima/374185/374798" target="_blank" rel="noopener">il video</a> e fai l&rsquo;esercizio:</p>
<p><iframe loading="lazy" src="https://formares.fr/wp-admin/admin-ajax.php?action=h5p_embed&amp;id=358" width="958" height="262" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<span class="et_bloom_bottom_trigger"></span>The post <a href="https://formares.fr/2021/01/21/teatro-musica-e-libri-diventano-delivery-ve-li-portiamo-a-casa-livello-c1/">Teatro, musica e libri diventano delivery – Livello C1</a> first appeared on <a href="https://formares.fr">FormaRes</a>.]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Passato remoto, Passato prossimo o Imperfetto? &#8211; Avanzato C1</title>
		<link>https://formares.fr/2020/06/29/passato-remoto-passato-prossimo-o-imperfetto-avanzato-c1/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Carla Cristofoli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Jun 2020 08:49:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articles]]></category>
		<category><![CDATA[niveaux C1 - C2]]></category>
		<category><![CDATA[le passé composé et l'imparfait en italien]]></category>
		<category><![CDATA[le passé en italien]]></category>
		<category><![CDATA[passato remoto]]></category>
		<category><![CDATA[passé simple en italien]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Articolo con esercizi &#8211; Avanzato C1 &#8211; Passato remoto, un tempo verbale quasi del tutto inutilizzato, se non in qualche regione del sud Italia e in alcune zone della Toscana. Un tempo che è comunque importante saper riconoscere, soprattutto per chi ama leggere letteratura in italiano, dove ancora spesso è utilizzato. Riflettiamo in questo articolo [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><strong>Articolo con esercizi &#8211; Avanzato C1 &#8211; Passato remoto</strong>, un tempo verbale quasi del tutto inutilizzato, se non in qualche regione del sud Italia e in alcune zone della Toscana. Un tempo che è comunque importante saper riconoscere, soprattutto per chi ama leggere letteratura in italiano, dove ancora spesso è utilizzato. Riflettiamo in questo articolo al passaggio dal passato remoto al passato prossimo e al perché si sostituisce il primo con il secondo e a quali sono le conseguenze in questo passaggio, senza dimenticare l&rsquo;imperfetto, l&rsquo;altro fondamentale tempo del passato.</p>
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<p>Il passato remoto indica un passato del tutto trascorso, senza alcuna relazione con il presente. Alcuni esempi esempi:</p>
<ul>
<li>Lucia <strong>urlò</strong>. → azione momentanea e compiuta nel passato.</li>
<li>Mia figlia <strong>cadde</strong> dalla bicicletta. → azione avvenuta una sola volta e conclusa.</li>
<li>Cristoforo Colombo <strong>sbarcò</strong> a San Salvador il 12 ottobre 1492. → azione lontana nel tempo.</li>
</ul>
<p><strong>Passato remoto o passato prossimo?</strong></p>
<p align="justify">Nella lingua parlata il passato remoto è sempre più spesso sostituito dal passato prossimo, anche per parlare di fatti conclusi, avvenuti in un tempo lontano: “L’anno scorso abbiamo fatto un viaggio a Parigi”.<br />
È utile ricordare che <strong>la differenza</strong> tra i due tempi (passato remoto e prossimo) esiste e <strong>che non si fonda sulla lontananza nel tempo</strong> dell’evento, <strong>ma sulla sua durata</strong>.</p>
<p align="justify">Entrambi i tempi, infatti, indicano un evento accaduto nel passato, ma <strong>il passato prossimo</strong> indica un evento, più o meno lontano, i cui effetti durano ancora nel presente; i<strong>l passato remoto</strong>, invece, indica un evento più o meno lontano nel tempo, ma completamente concluso.<br />
Così, correttamente, diremo: “L’anno scorso facemmo un viaggio a Parigi”. Questo perché l’azione espressa dal verbo si esaurisce tutta nel passato.</p>
<p>• <strong>Facciamo un po’ di ordine sull&rsquo;uso dei tempi passato remoto, prossimo e imperfetto:</strong></p>
<p align="justify"><strong>Passato remoto</strong>: azioni e/o situazioni passate e concluse in un tempo psicologicamente lontano, che non hanno un&rsquo;attinenza diretta col presente. Inoltre il passato remoto esprime un’azione conclusa. Esempio:<br />
→ <strong>« mangiai una bistecca », passato remoto</strong>, sottintende il fatto che, nel momento in cui si parla, l&rsquo;azione è finita e la cosa non ha più relazione con il momento in cui si parla.</p>
<p align="justify"><strong>Imperfetto</strong>: azioni che avvengono in un momento passato e che si svolgono nel corso di un determinato momento, senza esplicitare la loro fine o il loro inizio. Quindi l&rsquo;imperfetto comprende solo parte dell&rsquo;azione, e questa caratteristica è particolarmente evidente se lo si confronta col passato prossimo. Esempio:<br />
→ <strong>« mangiavo una bistecca », imperfetto</strong>: non possiamo sapere se la bistecca è già stata finita o meno.</p>
<p align="justify"><strong>Passato prossimo</strong>: azioni e/o situazioni passate e puntuali, che si compiono una volta sola, concluse recentemente e i cui effetti si ripercuotono ancora nel presente. Esempio:<br />
→ <strong>« ho mangiato una bistecca », passato prossimo</strong>: la bistecca è già stata mangiata, poco fa, l’azione si è conclusa recentemente.</p>
<p align="justify"><strong>L&rsquo;imperfetto trova il suo ruolo d&rsquo;elezione in frasi subordinate, per esprimere la contemporaneità</strong> di un evento rispetto a un momento passato, esempio:</p>
<ul>
<li>« Chiuse il cancello della fortezza, mentre dal cielo piovevano frecce ».</li>
</ul>
<p align="justify">Sappiamo che il soggetto è riuscito a chiudere il cancello della fortezza (azione conclusa nel passato remoto), e mentre svolgeva quest&rsquo;azione qualcuno cercava di fiocinarlo. Inoltre il tutto avviene in un tempo passato e « distante » (passato remoto della frase principale).</p>
<p align="justify">Esprimere lo stesso concetto basando la narrazione (quindi la frase principale) sull&rsquo;imperfetto rende meno immediato la relazione temporale tra le due frasi, stesso esempio ma con l&rsquo;imperfetto :</p>
<ul>
<li>« Chiudeva il cancello della fortezza, mentre dal cielo piovevano frecce »</li>
</ul>
<p align="justify">Il cancello è stato chiuso prima che il soggetto fosse fiocinato? Le frecce hanno smesso di cadere mentre chiudeva il cancello? Quando è avvenuto tutto questo rispetto al momento della narrazione? Non è chiaro.</p>
<p>Proviamo col passato prossimo:</p>
<ul>
<li>« Ha chiuso il cancello della fortezza, mentre dal cielo piovevano frecce »</li>
</ul>
<p>Il cancello è stato chiuso nonostante le frecce, e questo è accaduto poco fa.</p>
<p align="justify">Seguendo questa logica, possiamo dire che il passato prossimo puo’ spesso e con una certa facilità sostituire il passato remoto, poiché ne conserva l’immediatezza, cioé:<br />
un’azione momentanea e compiuta nel passato e che puo’ interrompere la continuità dell’imperfetto:</p>
<p><strong>Esempio -&gt;</strong> ‘mentre andavo al lavoro, incontrai Antonio’ -&gt; ‘mentre andavo al lavoro ho incontrato Antonio’.</p>
<p align="justify">Allo stesso tempo, <strong>nel passaggio dal passato remoto al passato prossimo, si perde appunto il senso di ‘remoto’</strong>, vale a dire di qualcosa di estremamente lontano nel tempo che non ha più legami con il presente, mentre nel passato prossimo sentiamo ancora nel nostro presente le conseguenze di quell’azione passata.<br />
<strong>È una questione di stile, ed ecco perché il passato remoto lo si trova soprattutto nelle narrazioni letterarie</strong>, mentre nel parlare quotidiano si predilige il passato prossimo, che ha quel senso di immediatezza tipico dell’espressione orale.</p>
<hr />
<p><strong>Troverete esercizi sulla coniugazione regolare e irregolare del passato remoto nell&rsquo;articolo:</strong> &lsquo;<a href="https://formares.fr/2018/12/08/il-passato-remoto-livello-c1/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Il Passato remoto – Esercizio interattivo</a>&lsquo;.</p>
<p><strong>Per una semplice lettura vi invitiamo a leggere &lsquo;<a title="‘I giorni perduti’ di Dino Buzzati – Intermedio B2" href="https://formares.fr/2018/11/29/i-giorni-perduti-di-dino-buzzati-livello-b2/">I giorni perduti</a>&lsquo; di Dino Buzzati.</strong></p>
<hr />
<p>&nbsp;</p>
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			</item>
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		<title>Come si dice &#8216;Start-up&#8217; in italiano? &#8211; Intermedio C1-C2</title>
		<link>https://formares.fr/2020/01/22/come-si-dice-start-up-in-italiano-intermedio-c1-c2/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Carla Cristofoli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Jan 2020 07:24:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articles]]></category>
		<category><![CDATA[niveaux C1 - C2]]></category>
		<category><![CDATA[Définition start-up]]></category>
		<category><![CDATA[innovazione; lessico]]></category>
		<category><![CDATA[italien professionnel]]></category>
		<category><![CDATA[lexique professionnel en italien]]></category>
		<category><![CDATA[start up]]></category>
		<category><![CDATA[startup]]></category>
		<category><![CDATA[Travail vocabulaire de base italien]]></category>
		<category><![CDATA[vocabulaire professionnel en italien]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Lettura con esercizi di comprensione &#8211; Avanzato C1 &#8211; Come si dice Start-up in italiano ? Sostituire la forma inglese start-up con una forma in italiano non è facile, orami è entrata nell&#8217;uso professionale nella sua forma originaria. Ma ci sono delle alternative, ecco cosa risponde La Crusca, la più importante istituzione in Italia sugli [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><strong>Lettura con esercizi di comprensione &#8211; Avanzato C1 &#8211;</strong> Come si dice Start-up in italiano ? Sostituire la forma inglese start-up con una forma in italiano non è facile, orami è entrata nell&rsquo;uso professionale nella sua forma originaria. Ma ci sono delle alternative, ecco cosa risponde La Crusca, la più importante istituzione in Italia sugli usi della lingua italiana.</p>
<p style="text-align: center;"><a class="maxbutton-1 maxbutton maxbutton-formation" href="/formules-tarifs/"><span class='mb-text'>Je choisis ma formation</span></a></p>
<p style="text-align: center;"><strong>***</strong></p>
<p align="justify">Si può dire: Start up o start-up o startup – tutte le forme sono ormai nell’uso, specie le prime due, normali nella lingua d’origine; ma la terza è in italiano quella più usata (è preferibile usare quella unita dal trattino). È una parola inglese (in uso dal Cinquecento), che come verbo corrisponde all’italiano ‘cominciare, mettersi in moto’, e come nome significa ‘avvio, inizio, accensione’.<br />
Oggi start-up individua soprattutto una nuova impresa, tecnologicamente avanzata, che, a partire da un’idea iniziale e piccoli capitali, cerca un organizzazione economica e investitori che credano nel suo progetto industriale e finanziario. Il nome indica ormai qualsiasi azienda nascente di tipo e obiettivi moderni, una società esordiente in qualsiasi campo dell’imprenditoria, specie nell’informatica, nei servizi e nella finanza. Nell’inglese dell’economia start-up precede anche, in funzione di aggettivo, company (start-up company cioè ‘impresa, società, azienda esordiente’o ‘nuova’).</p>
<p align="justify">Quando si traduce start-up come nome (‘impresa, società, azienda esordiente’) il genere femminile è l’unico che spetta a start-up nel significato oggi prevalente in italiano.<br />
C’è però uno start up al maschile che significa ‘inizio, avviamento’ di qualcosa in campo imprenditoriale ed economico, che può avvenire ovviamente anche dentro un’azienda già consolidata o di tipo tradizionale.</p>
<p align="justify">Esiste anche una forma come nome maschile o femminile quando designa un imprenditore o un’imprenditrice agli inizi del nuovo progetto, ma in questo significato non ha avuto particolare fortuna.</p>
<p align="justify">Se nel suo significato maschile la parola è facilmente sostituibile con &lsquo;avviamento, lancio&rsquo;, è più difficile oggi sostituirla nel suo diffuso significato femminile con una parola italiana, perché start-up porta con sé anche il senso di tecnologia informatica avanzata.<br />
In italiano, parole come ‘esordiente’, ‘matricola’ o ‘principiante’, hanno un valore non sempre positivo, che mal si addirebbero al senso di ‘successo’ e ‘modernità’ che hanno in inglese, significato che ha acquisito dall’uso in economia.</p>
<p align="justify">Un altro uso fortunato della parola start-up si è sviluppato negli anni scorsi ed è collegato al senso di ‘incubatore d’impresa’, cioè un’istituzione che favorisce la nascita delle start-up. I francesi al posto dell’anglismo usano ‘nouvelle entreprise’ e in italiano si potrebbe usare facilmente l’espressione ‘nuova (o giovane) impresa’. Si potrebbe usare anche ‘neoimpresa’ e non sarebbe male! Ma dubito che gli economisti, avidi di anglismi come sono, gradiscano e dunque pare molto difficile “l’impresa” di italianizzare le start-up.</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Articolo di Vittorio Coletti adattato da &lsquo;<a href="https://www.linkiesta.it/it/article/2017/08/12/come-si-dice-startup-in-italiano-risponde-la-crusca/35139/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Risponde La Crusca</a>&lsquo;</strong></p>
<p><iframe loading="lazy" src="https://formares.fr/wp-admin/admin-ajax.php?action=h5p_embed&#038;id=380" width="945" height="263" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
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			</item>
		<item>
		<title>I tranelli della lingua italiana: sostantivi dispettosi &#8211; Avanzato C1</title>
		<link>https://formares.fr/2019/10/27/i-tranelli-della-lingua-italiana-sostantivi-dispettosi-avanzato-b2-c1/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Cecilia Dolce Couloigner]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 27 Oct 2019 07:00:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articles]]></category>
		<category><![CDATA[niveaux C1 - C2]]></category>
		<category><![CDATA[Gender Nouns in Italian]]></category>
		<category><![CDATA[il genere dei sostantivi]]></category>
		<category><![CDATA[le genre des noms en italien]]></category>
		<category><![CDATA[Nouns in Italian]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Articolo &#8211; Avanzato C1 &#8211; Una riflessione sul genere in italiano e sui cambiamenti di significato quando si passa dal maschile al femminile. *** Nei livelli avanzati molti si scoraggiano quando incominciano a capire che nella lingua italiana le parole che indicano oggetti, azioni e concetti astratti hanno un solo genere grammaticale, maschile o femminile, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><strong>Articolo &#8211; Avanzato C1 &#8211; </strong>Una riflessione sul genere in italiano e sui cambiamenti di significato quando si passa dal maschile al femminile.</p>
<p style="text-align: center;" align="justify"><a class="maxbutton-1 maxbutton maxbutton-formation" href="/formules-tarifs/"><span class='mb-text'>Je choisis ma formation</span></a></p>
<p style="text-align: center;" align="justify">***</p>
<p align="justify">Nei livelli avanzati molti si scoraggiano quando incominciano a capire che nella lingua italiana le parole che indicano oggetti, azioni e concetti astratti hanno un solo genere grammaticale, maschile o femminile, e molti di questi nomi quando cambiano genere cambiano anche il loro significato.</p>
<p align="justify">Per esempio: <strong>il porto</strong>, accesso ad un paese con la nave, non ha lo stesso significato del femminile <strong>la porta</strong>, che significa l’accesso ad una camera o a una città; <strong>il cassetto</strong>, il tiretto di un mobile non combacia con <strong>la cassetta</strong>, contenitore di frutta o di fiori (ma anche la <strong>cassetta</strong> di sicurezza in banca); <strong>il colpo</strong>, l’urto o lo sparo d’arma da fuoco non equivale con <strong>la colpa</strong>, il profondo e insopprimibile disagio provocato da un rimorso; <strong>il fine</strong>, l’esito o il risultato che indica portare qualcosa a buon fine non coincide con <strong>la fine</strong> di qualcosa, come la fine del mese, la fine dell’anno, oppure la fine di un film, o di una relazione</p>
<p align="justify">Come possiamo notare, sono molti i termini italiani che cambiando dal maschile al femminile mutano completamente il loro significato. Ma esistono anche parole che cambiando genere cambiano il numero, come il centinaio e le centinaia, il miglio e le miglia, il paio e le paia, il riso e le risa (nel senso delle risate non del cereale), l’uovo e le uova, il braccio e le braccia, il dito e le dita, il ginocchio e le ginocchia, l’orecchio e le orecchia, il ciglio e le ciglia, il sopracciglio e le sopracciglia, l’osso e le ossa, il calcagno e le calcagna, e molti altri ancora.</p>
<p><strong>Ecco una lista dei termini più comuni:</strong></p>
<table style="border-style: double; border-color: #f53b07;">
<tbody>
<tr>
<td width="214"><strong>Il banco</strong> : un mobile con o senza schienale, a uno o più posti</td>
<td width="214"><strong>la banca</strong> : istituto che compie operazioni monetarie e di credito</td>
</tr>
<tr>
<td width="214"><strong>Il bilancio</strong> : documento in cui si riassume la situazione finanziaria fra le entrate e le uscite</td>
<td width="214"><strong>la bilancia</strong> : strumento per misurare il peso di un corpo</td>
</tr>
<tr>
<td width="214"><strong>Il busto</strong> : scultura che rappresenta una figura umana dalla testa al petto, senza le braccia</td>
<td width="214"><strong>la busta</strong> : in cui si chiudono lettere o denaro per la spedizione postale o la consegna a mano.</td>
</tr>
<tr>
<td width="214"><strong>Il collo</strong> del corpo</td>
<td width="214"><strong>la colla</strong> usata come adesivo.</td>
</tr>
<tr>
<td width="214"><strong>Il capitale</strong> : ricchezza o somma di denaro</td>
<td width="214"><strong>la capitale</strong> di un paese o nazione.</td>
</tr>
<tr>
<td width="214"><strong>Il caso</strong> : circostanza, situazione o problema giudiziario</td>
<td width="214"><strong>la casa : </strong> abitazione di una persona sola o di una famiglia</td>
</tr>
<tr>
<td width="214"><strong>Il cavo</strong> : grossa corda usata sulle navi</td>
<td width="214"><strong>la cava</strong> : luogo donde si estraggono materiali per le costruzioni.</td>
</tr>
<tr>
<td width="214"><strong>Il latte</strong> : prodotto di secrezione delle ghiandole mammarie delle femmine dei Mammiferi</td>
<td width="214"><strong>la latta </strong>: lamiera sottile di ferro</td>
</tr>
<tr>
<td width="214"><strong>Il libro</strong>, da leggere o studiare</td>
<td width="214"><strong>la libra</strong>, bilancia</td>
</tr>
<tr>
<td width="214"><strong>Il foglio</strong> : un pezzo di carta di varia forma</td>
<td width="214"><strong>la foglia</strong> dell’albero o di una pianta</td>
</tr>
<tr>
<td width="214"><strong>Il gambo</strong> : elemento allungato di sostegno in un oggetto o di un fiore</td>
<td width="214"><strong>la gamba</strong> : segmento dell’arto inferiore dell’uomo, compreso tra il ginocchio e il piede</td>
</tr>
<tr>
<td width="214"><span style="color: #000000;"><strong>Il modo: </strong>la maniera di operare e procedere</span></td>
<td width="214"><strong>la moda</strong>, abbigliamento femminile o maschile lussuoso ed elegante</td>
</tr>
<tr>
<td width="214"><strong>Il mento</strong> : la parte della faccia situata al di sotto del labbro inferiore</td>
<td width="214"><strong>la menta</strong> : pianta coltivata e usata in gastronomia per le proprietà delle foglie</td>
</tr>
<tr>
<td width="214"><strong>Il metro</strong> : unità di misura di lunghezza,</td>
<td width="214"><strong>la metro</strong>, abbreviazione di Metropolitana</td>
</tr>
<tr>
<td width="214"><strong>Il masso</strong> : grosso blocco o frammento di roccia</td>
<td width="214"><strong>la massa : </strong>grande quantità di oggetti o grande quantità indistinta di persone, considerata dal punto di vista del ruolo sociale, economico o politico</td>
</tr>
<tr>
<td width="214"><strong>Il mostro</strong> : una creatura innaturale da suscitare orrore o stupore</td>
<td width="214"><strong>la mostra</strong> di opere d’arte</td>
</tr>
<tr>
<td width="214"><strong>Il palo</strong> : asta di legno o altro materiale, piantata nel terreno a scopo di recinzione o di fondamento o sostegno per strutture superiori</td>
<td width="214"><strong>la pala</strong> : attrezzo formato da una lama di metallo collegata a un lungo manico, usato per rimuovere terra o altro materiale</td>
</tr>
<tr>
<td width="214"><strong>Il panno</strong> : pezzo più o meno grande di tessuto</td>
<td width="214"><strong>la panna</strong> : parte grassa del latte.</td>
</tr>
<tr>
<td width="214"><strong>Il pasto</strong> : l’atto del mangiare in ore determinate del giorno</td>
<td width="214"><strong>la pasta</strong> : composto di farina e acqua trattato fino a renderlo sodo per fare tipi di pasta come gli spaghetti, le lasagne, i ravioli</td>
</tr>
<tr>
<td width="214"><strong>Il pianto</strong> : espressione di commozione o dolore che si manifesta con lacrime</td>
<td width="214"><strong>la pianta</strong> : un organismo vegetale, erbaceo, arbustivo o arboreo, oppure una mappa o carta topografica</td>
</tr>
<tr>
<td width="214"><strong>Il punto</strong> : segno grafico dai molteplici usi</td>
<td width="214"><strong>la punta : </strong>parte terminale della spada, dell’ago, di un chiodo o di una matita</td>
</tr>
<tr>
<td width="214"><strong>Il pizzo</strong> : merletto, tessuto usato per fare abbigliamenti, o barba tagliata a punta in modo da coprire solo il mento, oppure la tangente estorta da organizzazioni criminali</td>
<td width="214"><strong>la pizza :</strong> focaccia di pasta di pane condita con pomodoro, olio, origano, mozzarella e altri ingredienti, e cotta al forno</td>
</tr>
<tr>
<td width="214"><strong>Il radio</strong> : osso lungo che, insieme all’ulna, forma lo scheletro dell’avambraccio</td>
<td width="214"><strong>la radio : </strong>stazione o complesso di stazioni per le trasmissioni radiofoniche</td>
</tr>
<tr>
<td width="214">
<p><strong>Il razzo</strong> : veicolo spaziale o ordigno da guerra, detto anche missile</p>
<p>&nbsp;</td>
<td width="214"><strong>la razza :</strong> il complesso degli individui di una specie animale o vegetale che si diversificano, nell’ambito della stessa specie di appartenenza, per alcuni caratteri trasmissibili per via ereditaria.</td>
</tr>
<tr>
<td width="214"><strong>Il soffitto</strong> : superficie che delimita la parte superiore di una casa o di qualsiasi ambiente coperto</td>
<td width="214"><strong>la soffitta</strong> : lo spazio fra il tetto e l’ultimo piano della casa destinato a luogo di deposito.</td>
</tr>
<tr>
<td width="214"><strong>Il suolo</strong> : la superficie del terreno su cui si cammina</td>
<td width="214"><strong>la suola :</strong> la parte delle scarpe che poggia per terra, di cuoio o di gomma</td>
</tr>
<tr>
<td width="214"><strong>Il torto</strong> : azione ingiusta o condizione contraria alla ragione, al diritto e alla verità</td>
<td width="214"><strong>la torta</strong> : dolce lievitato e cotto al forno in stampi perlopiù rotondi.</td>
</tr>
<tr>
<td width="214"><strong>Il velo</strong> : tessuto molto fine, rado e trasparente usato per coprire il viso o il capo femminile</td>
<td width="214"><strong>la vela</strong> : il telo che viene fissato all’albero di un’imbarcazione</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>&nbsp;</p>
<hr />
<p><iframe loading="lazy" src="https://formares.fr/wp-admin/admin-ajax.php?action=h5p_embed&amp;id=377" width="958" height="683" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<span class="et_bloom_bottom_trigger"></span>The post <a href="https://formares.fr/2019/10/27/i-tranelli-della-lingua-italiana-sostantivi-dispettosi-avanzato-b2-c1/">I tranelli della lingua italiana: sostantivi dispettosi – Avanzato C1</a> first appeared on <a href="https://formares.fr">FormaRes</a>.]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Micromobilità elettrica: ecco le regole &#8211; Avanzato C1</title>
		<link>https://formares.fr/2019/09/30/micromobilita-elettrica-ecco-le-regole-avanzato-c1/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Cecilia Dolce Couloigner]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Sep 2019 08:59:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articles]]></category>
		<category><![CDATA[niveaux C1 - C2]]></category>
		<category><![CDATA[codice della strada]]></category>
		<category><![CDATA[decreto legge]]></category>
		<category><![CDATA[direttiva europea]]></category>
		<category><![CDATA[hoverboard]]></category>
		<category><![CDATA[lexique professionnel en italien]]></category>
		<category><![CDATA[micromobilità elettrica]]></category>
		<category><![CDATA[monopattino elettrico]]></category>
		<category><![CDATA[norme europee]]></category>
		<category><![CDATA[segway]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Articolo di livello C1 &#8211; L&#8217;Italia è uno dei primi paesi europei a voler regolamentare l&#8217;uso dei dispositivi di micromobilità elettrica attraverso una sperimentazione nelle aree urbane. Per esercitarsi nella comprensione del linguaggio burocratico e riflettere anche ad alcuni termini  giuridico-amministrativi. *** Finalmente arrivano le  regole per la micromobilità elettrica : sta per finire la giungla [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><strong>Articolo di livello C1 &#8211;</strong> L&rsquo;Italia è uno dei primi paesi europei a voler regolamentare l&rsquo;uso dei dispositivi di micromobilità elettrica attraverso una sperimentazione nelle aree urbane. Per esercitarsi nella comprensione del linguaggio burocratico e riflettere anche ad alcuni termini  giuridico-amministrativi.</p>
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<p style="text-align: center;">***</p>
<p>Finalmente arrivano le  regole per la micromobilità elettrica : sta per finire la giungla dei tanti piccoli veicoli elettrici che già adesso (in modo illegale perché vietati dal Codice) circolano su strade e marciapiedi.</p>
<p align="justify"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft wp-image-2388" src="https://formares.fr/wp-content/uploads/2019/09/mobilità-elettrica_nuove-regole-min-300x165.jpg" alt="" width="429" height="236" srcset="https://formares.fr/wp-content/uploads/2019/09/mobilità-elettrica_nuove-regole-min-300x165.jpg 300w, https://formares.fr/wp-content/uploads/2019/09/mobilità-elettrica_nuove-regole-min-768x421.jpg 768w, https://formares.fr/wp-content/uploads/2019/09/mobilità-elettrica_nuove-regole-min-610x335.jpg 610w, https://formares.fr/wp-content/uploads/2019/09/mobilità-elettrica_nuove-regole-min-600x329.jpg 600w, https://formares.fr/wp-content/uploads/2019/09/mobilità-elettrica_nuove-regole-min.jpg 800w" sizes="auto, (max-width: 429px) 100vw, 429px" />Il Ministero dei Trasporti ha pubblicato il decreto relativo alla sperimentazione della micromobilità elettrica che entrerà in vigore il prossimo 27 luglio. Ora i sindaci devono fare le delibere per renderli utilizzabili, altrimenti c&rsquo;è il sequestro. Infatti non si potranno usare, né su strada, né sui marciapiedi. Solo 4 veicoli sono autorizzati a circolare, ma solo in alcune aree urbane: hoverboard, segway, monopattini e monowheel. Sempre che rispettino strettissime regole, specificate con precisone nel decreto, composto da 7 articoli e 3 allegati anche con fotografie e la descrizione dei modelli dei veicoli.</p>
<p align="justify">Si cerca di colmare (finalmente) una gigantesca lacuna perché tutti questi veicoli, anche se usatissimi, non sono contemplati nel Codice della Strada, e quindi vietati.</p>
<p>E veniamo alle regole:</p>
<p>-devono essere dotati di segnalatore acustico e con un motore elettrico.</p>
<p align="justify">-c&rsquo;è l&rsquo;obbligo di giubbotto o bretelle retroriflettenti ad alta visibilità di sera e notte per il segway e il monopattino elettrico. E poi gli « attrezzi » in grado di sviluppare velocità superiori ai 20 km/h dovranno essere dotati di regolatore di velocità.</p>
<p>-è vietato il trasporto di passeggeri o cose. Va mantenuta un’ andatura regolare e devono essere evitate manovre brusche ed acrobazie.</p>
<p>-tutti i dispositivi dovranno avere la marchiatura CE, ai sensi della direttiva europea 2006/42/CE.</p>
<p align="justify">E ora? Saranno i comuni con apposita ordinanza ai sensi dell&rsquo;art. 7 del Codice della Strada ad autorizzarne la sperimentazione, in base ad una apposita tabella che indica per ogni tipo di mezzo, l&rsquo;area ammessa alla circolazione (ad esempio le piste ciclabili, i percorsi promiscui pedonali e ciclabili, aree pedonali e le zone 30), e la relativa velocità consentita. Sarà prima una apposita delibera di Giunta Comunale ad approvare il piano della sperimentazione della micromobilità elettrica, che regolamenterà oltre che la circolazione anche la sosta.</p>
<p align="justify">I comuni dovranno porre particolare attenzione in caso di istituzione di servizi a noleggio dei dispositivi in condivisione, con obbligo di copertura assicurativa per l’espletamento del servizio stesso. I dispositivi elettrici in argomento possono essere condotti solo da maggiorenni o, se minorenni che siano titolari almeno di patente categoria AM.</p>
<p align="justify">I tempi in ogni caso stringono : la sperimentazione potrà essere autorizzata entro 12 mesi dalla data di entrata in vigore del decreto, e non potrà avere una durata superiore ai 24 mesi dalla predetta data, con un minimo di 12 mesi. E i comuni dovranno comunicare al MIT la volontà di accedere alla sperimentazione entro 30 giorni dall’adozione dei provvedimenti, ed entro tre mesi dal termine della sperimentazione andrà inviata una relazione sui risultati conseguiti. Ma non è detto che i comuni vogliano tra i piedi questi trabiccoli elettrici, quindi in molte città hoverboard, segway, monopattini e monowheel continueranno – come ora – ad essere vietati.</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Articolo di VINCENZO BORGOMEO – Adattato da <a href="https://www.repubblica.it/motori/sezioni/sicurezza/2019/07/13/news/micromobilita_elettrica_ecco_le_regole_ma_fino_al_27_luglio_sono_tutti_illegali-231084988/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">La Repubblica</a></strong></p>
<hr />
<p><strong>Vero o falso?</strong></p>
<table>
<tbody>
<tr>
<td width="360"><strong> </strong></td>
<td width="28"><strong>V</strong></td>
<td width="28"><strong>F</strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="360">Tutti i dispositivi di microbomobilità sono autorizzati</td>
<td width="28"><strong> </strong></td>
<td width="28"><strong> </strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="360">Il decreto entrerà in vigore il 27 luglio</td>
<td width="28"><strong> </strong></td>
<td width="28"><strong> </strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="360">La sperimentazione è obbligatoria per tutti i comuni</td>
<td width="28"><strong> </strong></td>
<td width="28"><strong> </strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="360">La sosta sarà regolamentata</td>
<td width="28"><strong> </strong></td>
<td width="28"><strong> </strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="360">Solo i maggiorenni potranno guidare i dispositivi</td>
<td width="28"><strong> </strong></td>
<td width="28"><strong> </strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="360">La sperimentazione potrà durare solo 24 mesi</td>
<td width="28"><strong> </strong></td>
<td width="28"><strong> </strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="360">I comuni dovranno contattare il MIT entro 12 mesi dall’entrata in vigore del decreto</td>
<td width="28"><strong> </strong></td>
<td width="28"><strong> </strong></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p style="text-align: right;"><strong> </strong></p>
<ol>
<li><u>Elenca tutte le parole relative al linguaggio <span style="color: #000000;">giuridico-amministrativo</span> e quelle relative agli spazi urbani, come nell’esempio :</u></li>
</ol>
<table style="height: 253px;">
<tbody>
<tr style="height: 26px;">
<td style="height: 26px;" width="230"><strong><span style="color: #000000;">La legge</span></strong></td>
<td style="height: 26px;" width="230"><strong>La città</strong></td>
</tr>
<tr style="height: 227px;">
<td style="height: 227px;" width="230">
<p>il decreto</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</td>
<td style="height: 227px;" width="230">
<p>le strade</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>&nbsp;</p>
<ol start="2">
<li><u>Associa l’ espressione al significato come nell’esempio </u>:</li>
</ol>
<table>
<tbody>
<tr>
<td width="230"><span style="color: #ff0000;">entrare in vigore</span></td>
<td width="230">prima di un certo termine o periodo</td>
</tr>
<tr>
<td width="230">ai sensi della direttiva europea / della legge</td>
<td width="230">auto o moto che si possono dividere con altri</td>
</tr>
<tr>
<td width="230">entro 12 mesi</td>
<td width="230"><span style="color: #ff0000;">acquistare validità diventando obbligatorio</span></td>
</tr>
<tr>
<td width="230">dispositivi in condivisione</td>
<td width="230">possibilità di affitto</td>
</tr>
<tr>
<td width="230">servizio a noleggio</td>
<td width="230">secondo quanto è disposto dalla direttiva europea</td>
</tr>
<tr>
<td width="230">copertura assicurativa</td>
<td width="230">organo di governo del comune</td>
</tr>
<tr>
<td width="230">Giunta comunale</td>
<td width="230">protezione tramite assicurazione</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>&nbsp;</p>
<ol start="3">
<li><u>Associa i sostantivi come nell’esempio :</u></li>
</ol>
<table width="480">
<tbody>
<tr>
<td width="225">la sosta</td>
<td width="255"><span style="color: #ff0000;">il documento che autorizza a guidare un’auto o una moto</span></td>
</tr>
<tr>
<td width="225">la delibera</td>
<td width="255">che ha più di 18 anni</td>
</tr>
<tr>
<td width="225"><span style="color: #ff0000;">la patente</span></td>
<td width="255">la municipalità</td>
</tr>
<tr>
<td width="225">maggiorenne</td>
<td width="255">il parcheggio</td>
</tr>
<tr>
<td width="225">minorenne</td>
<td width="255">il provvedimento, il decreto</td>
</tr>
<tr>
<td width="225">il comune</td>
<td width="255">abbigliamento visibile di notte</td>
</tr>
<tr>
<td width="225">Le bretelle retroriflettenti</td>
<td width="255">che ha meno di 18 anni</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>&nbsp;</p>
<hr />
<p><span style="color: #ff0000;"><u>SOLUZIONI :</u></span></p>
<p><strong>Vero o falso ?</strong></p>
<table>
<tbody>
<tr>
<td width="360"></td>
<td width="28"><strong>V</strong></td>
<td width="28"><strong>F</strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="360">Tutti i dispositivi di micromobilità sono autorizzati</td>
<td width="28"></td>
<td width="28">X</td>
</tr>
<tr>
<td width="360">Il decreto entrerà in vigore il 27 luglio</td>
<td width="28">X</td>
<td width="28"></td>
</tr>
<tr>
<td width="360">La sperimentazione è obbligatoria per tutti i comuni</td>
<td width="28"></td>
<td width="28">X</td>
</tr>
<tr>
<td width="360">La sosta sarà regolamentata</td>
<td width="28">X</td>
<td width="28"></td>
</tr>
<tr>
<td width="360">Solo i maggiorenni potranno guidare i dispositivi</td>
<td width="28"></td>
<td width="28">X</td>
</tr>
<tr>
<td width="360">La sperimentazione potrà durare solo 24 mesi</td>
<td width="28">X</td>
<td width="28"></td>
</tr>
<tr>
<td width="360">I comuni dovranno contattare il MIT entro 12 mesi dall’entrata in vigore del decreto</td>
<td width="28"></td>
<td width="28">X</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>&nbsp;</p>
<ol>
<li><u>Elenca tutte le parole relative al linguaggio giuridico amministrativo e quelle relative agli spazi urbani, come nell’esempio :</u></li>
</ol>
<table>
<tbody>
<tr>
<td width="230"><strong>La legge</strong></td>
<td width="230"><strong>La città</strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="230">
<p>il decreto</p>
<p>le  regole</p>
<p>entrare in vigore</p>
<p>le delibere</p>
<p>gli articoli e gli allegati</p>
<p>il Codice della Strada</p>
<p>la marchiatura CE</p>
<p>la direttiva europea</p>
<p>l’ordinanza</p>
<p>i provvedimenti</p>
<p>La Giunta comunale</td>
<td width="230">
<p>le strade</p>
<p>i marciapiedi</p>
<p>la circolazione</p>
<p>le aree urbane</p>
<p>le piste ciclabili</p>
<p>i percorsi promiscui</p>
<p>i percorsi pedonali</p>
<p>i percorsi ciclabili</p>
<p>le aree pedonali</p>
<p>le zone 30</p>
<p>la sosta</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>&nbsp;</p>
<ol start="2">
<li><u>Associa l’ espressione al significato come nell’esempio </u>:</li>
</ol>
<table>
<tbody>
<tr>
<td width="230">entrare in vigore</td>
<td width="230">acquistare validità diventando obbligatorio</td>
</tr>
<tr>
<td width="230">ai sensi della direttiva europea / della legge</td>
<td width="230">secondo quanto è disposto dalla direttiva europea</td>
</tr>
<tr>
<td width="230">entro 12 mesi</td>
<td width="230">prima di un certo termine o periodo</td>
</tr>
<tr>
<td width="230">dispositivi in condivisione</td>
<td width="230">auto o moto che si possono dividere con altri</td>
</tr>
<tr>
<td width="230">servizio a noleggio</td>
<td width="230">possibilità di affitto</td>
</tr>
<tr>
<td width="230">copertura assicurativa</td>
<td width="230">protezione tramite assicurazione</td>
</tr>
<tr>
<td width="230">Giunta comunale</td>
<td width="230">organo di governo del comune</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>&nbsp;</p>
<ol start="3">
<li><u>Associa i sostantivi come nell’esempio :</u></li>
</ol>
<table width="480">
<tbody>
<tr>
<td width="225">la sosta</td>
<td width="255">il parcheggio</td>
</tr>
<tr>
<td width="225">la delibera</td>
<td width="255">il provvedimento, il decreto</td>
</tr>
<tr>
<td width="225">la patente</td>
<td width="255">il documento che autorizza a guidare un’auto o una moto</td>
</tr>
<tr>
<td width="225">maggiorenne</td>
<td width="255">che ha più di 18 anni</td>
</tr>
<tr>
<td width="225">minorenne</td>
<td width="255">che ha meno di 18 anni</td>
</tr>
<tr>
<td width="225">il comune</td>
<td width="255">la municipalità</td>
</tr>
<tr>
<td width="225">Le bretelle retroriflettenti</td>
<td width="255">abbigliamento visibile di notte</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>&nbsp;</p>
<span class="et_bloom_bottom_trigger"></span>The post <a href="https://formares.fr/2019/09/30/micromobilita-elettrica-ecco-le-regole-avanzato-c1/">Micromobilità elettrica: ecco le regole – Avanzato C1</a> first appeared on <a href="https://formares.fr">FormaRes</a>.]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Le varie forme d’impresa in Italia &#8211; Lessico professionale – Intermedio Avanzato B1 – C1</title>
		<link>https://formares.fr/2019/07/20/le-varie-forme-giuridiche-dimpresa-collettiva-intermedio-avanzato-b1-c1/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Carla Cristofoli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 20 Jul 2019 07:00:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articles]]></category>
		<category><![CDATA[niveaux C1 - C2]]></category>
		<category><![CDATA[italien professionnel]]></category>
		<category><![CDATA[Le vocabulaire italien professionnel]]></category>
		<category><![CDATA[lexique professionnel en italien]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://formares.fr/?p=2305</guid>

					<description><![CDATA[<p>Le varie forme giuridiche d’impresa collettiva – Intermedio Avanzato B1 – C1 &#8211; Quando pensiamo al mondo degli affari, pensiamo a parole come “impresa”, “imprenditore”, “società”, “azienda”; se anche queste parole sono spesso usate come sinonimi, non è cosi per la legge italiana. In questo articolo approfondiamo le diverse forme giuridiche d’impresa previste dalla legge [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><strong>Le varie forme giuridiche d’impresa collettiva – Intermedio Avanzato B1 – C1 &#8211;</strong> Quando pensiamo al mondo degli affari, pensiamo a parole come “impresa”, “imprenditore”, “società”, “azienda”; se anche queste parole sono spesso usate come sinonimi, non è cosi per la legge italiana. In questo articolo approfondiamo le diverse forme giuridiche d’impresa previste dalla legge italiana: un focus lessicale essenziale per il linguaggio professionale.</p>
<p style="text-align: center;" align="justify"><a class="maxbutton-1 maxbutton maxbutton-formation" href="/formules-tarifs/"><span class='mb-text'>Je choisis ma formation</span></a></p>
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: left;"><strong>Articolo adattato da “<a href="https://www.ionos.it/startupguide/avvio/le-forme-giuridiche-di-un-negozio-online/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Ionos.it &#8211; StartupGuide</a>”</strong></p>
<p><iframe loading="lazy" title="Le varie forme d’impresa in Italia" src="https://formares.fr/wp-admin/admin-ajax.php?action=h5p_embed&amp;id=460" width="1058" height="2822" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<span class="et_bloom_bottom_trigger"></span>The post <a href="https://formares.fr/2019/07/20/le-varie-forme-giuridiche-dimpresa-collettiva-intermedio-avanzato-b1-c1/">Le varie forme d’impresa in Italia – Lessico professionale – Intermedio Avanzato B1 – C1</a> first appeared on <a href="https://formares.fr">FormaRes</a>.]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Perché agli italiani piace parlare di cibo ? Avanzato &#8211; Livello C1</title>
		<link>https://formares.fr/2019/04/29/perche-agli-italiani-piace-parlare-di-cibo-avanzato-livello-c1/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Cecilia Dolce Couloigner]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Apr 2019 14:25:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articles]]></category>
		<category><![CDATA[niveaux C1 - C2]]></category>
		<category><![CDATA[buona tavola]]></category>
		<category><![CDATA[cibo]]></category>
		<category><![CDATA[cucina italiana]]></category>
		<category><![CDATA[cuisine italienne]]></category>
		<category><![CDATA[cultura e costume]]></category>
		<category><![CDATA[Elena Kostioukovitch]]></category>
		<category><![CDATA[Perchè agli italiani piace parlare del cibo]]></category>
		<category><![CDATA[Premio Bancarella della Cucina]]></category>
		<category><![CDATA[Premio Letterario Nazionale Città di Chiavari]]></category>
		<category><![CDATA[Umberto Eco]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://formares.fr/?p=1499</guid>

					<description><![CDATA[<p>Articolo di livello avanzato C1 &#8211; Per sottolineare l&#8217;importanza della tradizione gastronomica in Italia e dell&#8217;argomento « mangiare ». Vediamo come letteratura e cibo legano bene e come le tradizioni spiegano tanto delle differenze tra gli italiani. *** Complice l&#8217;Expo, siamo subissati dal tema cibo, proposto in tutte le salse. Il discorso intorno al food è presente sui [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><strong>Articolo di livello avanzato C1</strong> &#8211; Per sottolineare l&rsquo;importanza della tradizione gastronomica in Italia e dell&rsquo;argomento « mangiare ». Vediamo come letteratura e cibo legano bene e come le tradizioni spiegano tanto delle differenze tra gli italiani.</p>
<p style="text-align: center;" align="justify"><a class="maxbutton-1 maxbutton maxbutton-formation" href="/formules-tarifs/"><span class='mb-text'>Je choisis ma formation</span></a></p>
<p style="text-align: center;">***</p>
<p align="justify">Complice l&rsquo;Expo, siamo subissati dal tema cibo, proposto in tutte le salse. Il discorso intorno al food è presente sui media in quantità e concentrazione da overdose. Eppure rimane stranamente veloce, superficiale, spesso inutile. E dal 2008 al 2014 la produzione di libri di cucina è aumentata del 70 % (per cento). Ma perché questa ossessione? A dare una risposta prova Elena Kostioukovitch con il suo saggio « <strong><a href="http://www.odoya.it/index.php?main_page=product_book_info&amp;products_id=808" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Perché agli italiani piace parlare del cibo?</a>« </strong>, un saggio corposo, divertente, concreto, estremamente colto e profondo. Non si tratta di un libro « di cucina », intendiamoci: le ricette sono raccontate, e mai spiegate per filo e per segno. La Kostioukovitch  sembra interessata alla cultura e alle narrazioni che si muovono intorno alla tavola almeno quanto ai piatti che sulla tavola si posano.</p>
<p align="justify"><em>Perché agli italiani piace parlare del cibo </em>è un viaggio attraverso l&rsquo;Italia da nord a sud: ogni regione un capitolo, e molti racconti. Dei marinai liguri che, dopo mesi in mare a mangiar merluzzo, desideravano focacce e cibi di terra; dei calabresi scorbutici che continuano a coltivare e cucinare quelle melanzane che fino alla fine dell&rsquo;Ottocento erano considerate responsabili di pazzia e disordini psichici (mentre oggi sappiamo che, al massimo, aiutano a combattere la cellulite); dei virtuosi intellettuali a cui era affidato il fondamentale compito di tagliare la carne destinata al banchetto della corte estense, nella Ferrara del Cinquecento. Perché parlare di cucina significa riscoprire una storia, un Paese che forse abbiamo in parte dimenticato. Un’Italia unita proprio dalla sua diversità. « Incontrare la cucina italiana, scrive Umberto Eco nell&rsquo;introduzione, vuol dire scoprire la differenza abissale, non solo di linguaggio, ma di gusti, mentalità, <em>estro, sense of humour</em>, atteggiamenti di fronte al dolore e alla morte, loquacità o silenzio, che separano un veneto da un sardo ». Oltre a questa mappa geografico-culturale del cibo, Elena Kostioukovitch costruisce un piccolo catalogo di argomenti trasversali, capaci di attraversare le differenze regionali. Ad esempio, la fiducia (giustamente riposta) nella dieta mediterranea, il disprezzo per il junk food e la diffidenza verso gli ingredienti « di lusso », oppure la spietatezza nei confronti della pasta cotta anche un solo minuto di troppo. Un capitolo è dedicato, inevitabilmente, al rapporto tra cibo ed eros, e si chiude con un consiglio: per un appuntamento formale, scegliete un risotto; per l&rsquo;amicizia, la pizza; e per l&rsquo;amore, gli spaghetti. Ma questo lo sapevamo già, da <em>Lilli e il Vagabondo (La Belle et le Clochard…)</em>.</p>
<p align="justify">Del resto, non è la nostra antica lingua stracolma di espressioni riconducibili al cibo? Se avete mai reso pan per focaccia a qualcuno, o avete messo troppa carne al fuoco durante una riunione di lavoro, sapete già di cosa si sta parlando.</p>
<p style="text-align: right;"><i>Articolo di Michele Serra</i><time datetime="2015-05-20"> &#8211; Adattato da <a href="https://d.repubblica.it/attualita/2015/05/20/news/20_5_perche_agli_italiani_piace_parlare_di_cibo-2611013/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">D-Repubblica</a></time></p>
<hr />
<p><iframe loading="lazy" src="https://formares.fr/wp-admin/admin-ajax.php?action=h5p_embed&amp;id=368" width="958" height="216" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<hr />
<p><iframe loading="lazy" src="https://formares.fr/wp-admin/admin-ajax.php?action=h5p_embed&amp;id=369" width="958" height="463" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p><em><strong>Per approfondire, rispondi alle domande seguenti e <a title="Contacts" href="https://formares.fr/contacts/">contattaci</a> per avere le risposte!</strong></em></p>
<ul>
<li>In che senso <strong>Perché agli italiani piace parlare del cibo ?</strong> non è un libro di cucina ? Cos’è allora ?</li>
<li>Cosa vuole sottolineare Umberto Eco nell’introduzione ?</li>
<li>La dieta mediterranea è vista in senso positivo ?</li>
<li>L’autrice dà dei consigli di cucina ?</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<span class="et_bloom_bottom_trigger"></span>The post <a href="https://formares.fr/2019/04/29/perche-agli-italiani-piace-parlare-di-cibo-avanzato-livello-c1/">Perché agli italiani piace parlare di cibo ? Avanzato – Livello C1</a> first appeared on <a href="https://formares.fr">FormaRes</a>.]]></content:encoded>
					
		
		
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	</channel>
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