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	<title>le passé en italien</title>
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	<description>Formation d&#039;italien à Paris</description>
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		<title>Passato remoto, Passato prossimo o Imperfetto? &#8211; Avanzato C1</title>
		<link>https://formares.fr/2020/06/29/passato-remoto-passato-prossimo-o-imperfetto-avanzato-c1/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Carla Cristofoli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Jun 2020 08:49:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articles]]></category>
		<category><![CDATA[niveaux C1 - C2]]></category>
		<category><![CDATA[le passé composé et l'imparfait en italien]]></category>
		<category><![CDATA[le passé en italien]]></category>
		<category><![CDATA[passato remoto]]></category>
		<category><![CDATA[passé simple en italien]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Articolo con esercizi &#8211; Avanzato C1 &#8211; Passato remoto, un tempo verbale quasi del tutto inutilizzato, se non in qualche regione del sud Italia e in alcune zone della Toscana. Un tempo che è comunque importante saper riconoscere, soprattutto per chi ama leggere letteratura in italiano, dove ancora spesso è utilizzato. Riflettiamo in questo articolo [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><strong>Articolo con esercizi &#8211; Avanzato C1 &#8211; Passato remoto</strong>, un tempo verbale quasi del tutto inutilizzato, se non in qualche regione del sud Italia e in alcune zone della Toscana. Un tempo che è comunque importante saper riconoscere, soprattutto per chi ama leggere letteratura in italiano, dove ancora spesso è utilizzato. Riflettiamo in questo articolo al passaggio dal passato remoto al passato prossimo e al perché si sostituisce il primo con il secondo e a quali sono le conseguenze in questo passaggio, senza dimenticare l&rsquo;imperfetto, l&rsquo;altro fondamentale tempo del passato.</p>
<p style="text-align: center;"><a class="maxbutton-1 maxbutton maxbutton-formation" href="/formules-tarifs/"><span class='mb-text'>Je choisis ma formation</span></a></p>
<p>Il passato remoto indica un passato del tutto trascorso, senza alcuna relazione con il presente. Alcuni esempi esempi:</p>
<ul>
<li>Lucia <strong>urlò</strong>. → azione momentanea e compiuta nel passato.</li>
<li>Mia figlia <strong>cadde</strong> dalla bicicletta. → azione avvenuta una sola volta e conclusa.</li>
<li>Cristoforo Colombo <strong>sbarcò</strong> a San Salvador il 12 ottobre 1492. → azione lontana nel tempo.</li>
</ul>
<p><strong>Passato remoto o passato prossimo?</strong></p>
<p align="justify">Nella lingua parlata il passato remoto è sempre più spesso sostituito dal passato prossimo, anche per parlare di fatti conclusi, avvenuti in un tempo lontano: “L’anno scorso abbiamo fatto un viaggio a Parigi”.<br />
È utile ricordare che <strong>la differenza</strong> tra i due tempi (passato remoto e prossimo) esiste e <strong>che non si fonda sulla lontananza nel tempo</strong> dell’evento, <strong>ma sulla sua durata</strong>.</p>
<p align="justify">Entrambi i tempi, infatti, indicano un evento accaduto nel passato, ma <strong>il passato prossimo</strong> indica un evento, più o meno lontano, i cui effetti durano ancora nel presente; i<strong>l passato remoto</strong>, invece, indica un evento più o meno lontano nel tempo, ma completamente concluso.<br />
Così, correttamente, diremo: “L’anno scorso facemmo un viaggio a Parigi”. Questo perché l’azione espressa dal verbo si esaurisce tutta nel passato.</p>
<p>• <strong>Facciamo un po’ di ordine sull&rsquo;uso dei tempi passato remoto, prossimo e imperfetto:</strong></p>
<p align="justify"><strong>Passato remoto</strong>: azioni e/o situazioni passate e concluse in un tempo psicologicamente lontano, che non hanno un&rsquo;attinenza diretta col presente. Inoltre il passato remoto esprime un’azione conclusa. Esempio:<br />
→ <strong>« mangiai una bistecca », passato remoto</strong>, sottintende il fatto che, nel momento in cui si parla, l&rsquo;azione è finita e la cosa non ha più relazione con il momento in cui si parla.</p>
<p align="justify"><strong>Imperfetto</strong>: azioni che avvengono in un momento passato e che si svolgono nel corso di un determinato momento, senza esplicitare la loro fine o il loro inizio. Quindi l&rsquo;imperfetto comprende solo parte dell&rsquo;azione, e questa caratteristica è particolarmente evidente se lo si confronta col passato prossimo. Esempio:<br />
→ <strong>« mangiavo una bistecca », imperfetto</strong>: non possiamo sapere se la bistecca è già stata finita o meno.</p>
<p align="justify"><strong>Passato prossimo</strong>: azioni e/o situazioni passate e puntuali, che si compiono una volta sola, concluse recentemente e i cui effetti si ripercuotono ancora nel presente. Esempio:<br />
→ <strong>« ho mangiato una bistecca », passato prossimo</strong>: la bistecca è già stata mangiata, poco fa, l’azione si è conclusa recentemente.</p>
<p align="justify"><strong>L&rsquo;imperfetto trova il suo ruolo d&rsquo;elezione in frasi subordinate, per esprimere la contemporaneità</strong> di un evento rispetto a un momento passato, esempio:</p>
<ul>
<li>« Chiuse il cancello della fortezza, mentre dal cielo piovevano frecce ».</li>
</ul>
<p align="justify">Sappiamo che il soggetto è riuscito a chiudere il cancello della fortezza (azione conclusa nel passato remoto), e mentre svolgeva quest&rsquo;azione qualcuno cercava di fiocinarlo. Inoltre il tutto avviene in un tempo passato e « distante » (passato remoto della frase principale).</p>
<p align="justify">Esprimere lo stesso concetto basando la narrazione (quindi la frase principale) sull&rsquo;imperfetto rende meno immediato la relazione temporale tra le due frasi, stesso esempio ma con l&rsquo;imperfetto :</p>
<ul>
<li>« Chiudeva il cancello della fortezza, mentre dal cielo piovevano frecce »</li>
</ul>
<p align="justify">Il cancello è stato chiuso prima che il soggetto fosse fiocinato? Le frecce hanno smesso di cadere mentre chiudeva il cancello? Quando è avvenuto tutto questo rispetto al momento della narrazione? Non è chiaro.</p>
<p>Proviamo col passato prossimo:</p>
<ul>
<li>« Ha chiuso il cancello della fortezza, mentre dal cielo piovevano frecce »</li>
</ul>
<p>Il cancello è stato chiuso nonostante le frecce, e questo è accaduto poco fa.</p>
<p align="justify">Seguendo questa logica, possiamo dire che il passato prossimo puo’ spesso e con una certa facilità sostituire il passato remoto, poiché ne conserva l’immediatezza, cioé:<br />
un’azione momentanea e compiuta nel passato e che puo’ interrompere la continuità dell’imperfetto:</p>
<p><strong>Esempio -&gt;</strong> ‘mentre andavo al lavoro, incontrai Antonio’ -&gt; ‘mentre andavo al lavoro ho incontrato Antonio’.</p>
<p align="justify">Allo stesso tempo, <strong>nel passaggio dal passato remoto al passato prossimo, si perde appunto il senso di ‘remoto’</strong>, vale a dire di qualcosa di estremamente lontano nel tempo che non ha più legami con il presente, mentre nel passato prossimo sentiamo ancora nel nostro presente le conseguenze di quell’azione passata.<br />
<strong>È una questione di stile, ed ecco perché il passato remoto lo si trova soprattutto nelle narrazioni letterarie</strong>, mentre nel parlare quotidiano si predilige il passato prossimo, che ha quel senso di immediatezza tipico dell’espressione orale.</p>
<hr />
<p><strong>Troverete esercizi sulla coniugazione regolare e irregolare del passato remoto nell&rsquo;articolo:</strong> &lsquo;<a href="https://formares.fr/2018/12/08/il-passato-remoto-livello-c1/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Il Passato remoto – Esercizio interattivo</a>&lsquo;.</p>
<p><strong>Per una semplice lettura vi invitiamo a leggere &lsquo;<a title="‘I giorni perduti’ di Dino Buzzati – Intermedio B2" href="https://formares.fr/2018/11/29/i-giorni-perduti-di-dino-buzzati-livello-b2/">I giorni perduti</a>&lsquo; di Dino Buzzati.</strong></p>
<hr />
<p>&nbsp;</p>
<span class="et_bloom_bottom_trigger"></span>The post <a href="https://formares.fr/2020/06/29/passato-remoto-passato-prossimo-o-imperfetto-avanzato-c1/">Passato remoto, Passato prossimo o Imperfetto? – Avanzato C1</a> first appeared on <a href="https://formares.fr">FormaRes</a>.]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>‘E tu chi eri?’ – Le interviste di Dacia Maraini &#8211; Elementare A2</title>
		<link>https://formares.fr/2019/10/05/e-tu-chi-eri-le-interviste-di-dacia-maraini-elementare-a2/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Carla Cristofoli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 05 Oct 2019 05:58:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articles]]></category>
		<category><![CDATA[niveaux A1 - A2]]></category>
		<category><![CDATA[Dacia Maraini;]]></category>
		<category><![CDATA[E tu com'eri interviste sull'infanzia]]></category>
		<category><![CDATA[How to Conjugate Regular Verbs Imperfect Tense in italian]]></category>
		<category><![CDATA[imparfait italien]]></category>
		<category><![CDATA[imperfect tense in italian]]></category>
		<category><![CDATA[imperfetto avere]]></category>
		<category><![CDATA[imperfetto indicativo]]></category>
		<category><![CDATA[imperfetto; indicativo; lessico]]></category>
		<category><![CDATA[Italian Past Tenses]]></category>
		<category><![CDATA[le passé en italien]]></category>
		<category><![CDATA[Maraini;]]></category>
		<category><![CDATA[passato prossimo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Elementare A2 &#8211; L&#8217;imperfetto &#8211;  ‘E tu chi eri? – Interviste sull&#8217;infanzia&#8217; di Dacia Maraini è una raccolta di 26 interviste. 26 grandi personaggi italiani intervistati sull&#8217;infanzia. Una lettura piacevole e interessante che permette di rivedere e mettere a punto l&#8217;imperfetto indicativo, uno dei tempi del passato più importanti e usati insieme al passato prossimo. [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><strong>Elementare A2 &#8211; L&rsquo;imperfetto &#8211; </strong> ‘E tu chi eri? – Interviste sull&rsquo;infanzia&rsquo; di Dacia Maraini è una raccolta di 26 interviste. 26 grandi personaggi italiani intervistati sull&rsquo;infanzia. Una lettura piacevole e interessante che permette di rivedere e mettere a punto l&rsquo;imperfetto indicativo, uno dei tempi del passato più importanti e usati insieme al passato prossimo.</p>
<p style="text-align: center;" align="justify"><a class="maxbutton-1 maxbutton maxbutton-formation" href="/formules-tarifs/"><span class='mb-text'>Je choisis ma formation</span></a></p>
<p style="text-align: center;" align="justify"><strong>***</strong></p>
<p align="justify">26 grandi figure della letteratura, del cinema, dell’arte e della cultura in generale raccontano la loro infanzia. Il primo approccio con la sessualità femminile di Carlo Emilio Gadda? La lettura del <em>Pinocchio</em>di Collodi: “La fata dagli occhi turchini, la serva che scende dal quinto piano, la lumachina, la capretta”.</p>
<p align="justify">La casa d’infanzia da incubo di Anna Maria Ortese, a Tripoli: “Sembrava la casa dei fantasmi. Senza porte, senza finestre, col tetto metà coperto e metà no, il pavimento mezzo di pietra e mezzo di terra. Da questo pavimento di terra sbucavano scorpioni, topi, scarafaggi. Dalle porte aperte entravano gli sciacalli”.</p>
<p align="justify">Il risentimento di Marco Bellocchio nei confronti della nonna: “Per anni l’ho odiata. Non solo perché mi puniva, ma perché voleva che io mi convincessi che agivo male. Qualsiasi cosa facevo, anche la più stupida, per lei era gravissima”.</p>
<p align="justify">Eugenio Montale che ha lasciato la scuola ancora bambino: “Per noia. Poi perché ero cagionevole di salute. Nelle famiglie liguri c’era molta indulgenza verso il figlio minore. Non gli si chiedeva nemmeno di lavorare”.</p>
<p align="justify">Giorgio De Chirico che trovava insopportabile la confidenza e l’affettuosità tra genitori e figli: “Perché è da gente molle. I padri e i figli che si parlano come compagni di scuola, che si sbaciucchiano, che si tengono per mano. Tutte manifestazioni della smidollatezza del mondo intero”…</p>
<p align="justify"><em>E tu chi eri?</em>– scritto tra il 1968 e il 1972, pubblicato per la prima volta nel 1973, ristampato alla fine degli anni ’90 e oggi tristemente fuori catalogo – è un libro nato per caso.</p>
<p align="justify">La rivista “Vogue” aveva commissionato a Dacia Maraini, allora giovane scrittrice e giornalista, un’intervista a Eugenio Montale. La Maraini, terrorizzata dal carisma e dall’importanza dell’intervistato (oltre che dalla sua fama di burbero), si era preparata numerose domande approfondite e meditate. Poi, una volta faccia a faccia con il celebre poeta, non era riuscita quasi a spiccicare parola. Con una vocina esile esile aveva detto la prima cosa che le era venuta in mente, gli aveva chiesto di parlare un po’ della sua famiglia. Montale non era stato gentile e aveva trattato la giovane giornalista un po’ da “scemetta” (“Ha avuto un’infanzia felice? Non mi ricordo. Non ricorda niente della sua infanzia? No”) ma poi comunque aveva iniziato a raccontare, e ad ogni frase si scioglieva un po’ di più, si lasciava andare ai ricordi. L’intervista – malgrado le perplessità della Maraini – a “Vogue” era piaciuta molto: e l’infanzia divenne la cifra di tante altre interviste, quelle qui raccolte, nelle quali i grandi personaggi dell’arte e letteratura italiana, tra tenerezza e freddezza, si raccontano in modo molto diverso dal consueto.</p>
<p align="justify">Dacia Mararini ha intervistato: Carlo Emilio Gadda, Anna Maria Ortese, Marco Bellocchio, Eugenio Montale, Giorgio De Chirico, Goffredo Parise, Liliana Cavani, Mario Schifano, Roberto Rossellini, Sylvano Bussotti, Michelangelo Antonioni, Natalia Ginzburg, Luca Ronconi, Claudio Abbado, Gae Aulenti, Alberto Moravia, Bernardo Bertolucci, Alberto Arbasini, Rossana Rossanda, Mario Soldati, Giorgio Strehler, Lalla Romano, Elio Petri, Renato Guttuso, Maria Callas e Pier Paolo Pasolini.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Adattato dal blog <a href="http://www.mangialibri.com/libri/e-tu-chi-eri" target="_blank" rel="noopener noreferrer">&lsquo;MangiaLibri&rsquo;</a></strong></p>
<hr />
<p><strong>1. <span style="color: #ff0000;">Comprensione</span>. Rispondi alle domande?</strong></p>
<ol>
<li style="list-style-type: none;">
<ol>
<li>Quanti sono i personaggi intervistati da Dacia Maraini?</li>
<li>Di che cosa parlano? Qual è il tema principale delle interviste?</li>
<li>Com’era la casa di Anna Maria Ortese?</li>
<li>Com’era la nonna di Marco Bellocchio?</li>
<li>Perché Montale ha lasciato la scuola? Era un bambino viziato?</li>
<li>Che cosa pensava De Chirico dell’affetto tra genitori e figli ?</li>
<li>Quando è stata scritta e pubblicata la raccolta &lsquo;<em>E tu chi eri&rsquo;? </em></li>
<li>Com’è andato il primo incontro tra Dacia Maraini e Eugenio Montale?</li>
<li>Conosci qualcuno dei personaggi intervistati da Dacia Maraini? Che cosa sai di loro?</li>
</ol>
</li>
</ol>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>2. Dividi i verbi secondo il loro gruppo verbale:</strong></p>
<p>Sembrava; sbucavano; entravano; puniva; voleva; agivo; facevo; era ero; c’era; chiedeva; trovava; si scioglieva;  si lasciava andare; avevo;</p>
<table style="border-style: double; border-color: #f04511;">
<tbody>
<tr>
<td width="177">ARE</td>
<td width="177">ERE</td>
<td width="177">IRE</td>
</tr>
<tr>
<td width="177">&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</td>
<td width="177"></td>
<td width="177"></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>&nbsp;</p>
<ol>
<li style="list-style-type: none;">
<ol>
<li style="list-style-type: none;">
<ul>
<li><strong>Quale dei verbi sopra è irregolare?</strong> __________________________________________________________</li>
</ul>
</li>
</ol>
</li>
</ol>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>3.  Ricordi il verbo avere e essere all’imperfetto?</strong></p>
<table style="border-style: double; border-color: #f04511;">
<tbody>
<tr>
<td width="177">Verbo avere</td>
<td width="177">Verbo essere</td>
<td width="177">C’è / Ci sono all’imperfetto</td>
</tr>
<tr>
<td width="177">Io</td>
<td width="177">Io</td>
<td rowspan="3" width="177"></td>
</tr>
<tr>
<td width="177">Tu</td>
<td width="177">Tu</td>
</tr>
<tr>
<td width="177">Lui/lei</td>
<td width="177">Lui/lei</td>
</tr>
<tr>
<td width="177">Noi</td>
<td width="177">Noi</td>
<td rowspan="3" width="177"></td>
</tr>
<tr>
<td width="177">Voi</td>
<td width="177">Voi</td>
</tr>
<tr>
<td width="177">Loro</td>
<td width="177">Loro</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>4. Ricostruisci la coniugazione regolare dell’imperfetto:</strong></p>
<table style="height: 182px; border-color: #f04511; border-style: double;">
<tbody>
<tr style="height: 26px;">
<td style="height: 26px;" width="177">ARE – Entrare</td>
<td style="height: 26px;" width="177">ERE – Volere</td>
<td style="height: 26px;" width="177">IRE &#8211; Agire</td>
</tr>
<tr style="height: 26px;">
<td style="height: 26px;" width="177">Io</td>
<td style="height: 26px;" width="177">Io</td>
<td style="height: 26px;" width="177">Io</td>
</tr>
<tr style="height: 26px;">
<td style="height: 26px;" width="177">Tu</td>
<td style="height: 26px;" width="177">Tu</td>
<td style="height: 26px;" width="177">Tu</td>
</tr>
<tr style="height: 26px;">
<td style="height: 26px;" width="177">Lui/lei</td>
<td style="height: 26px;" width="177">Lui/lei</td>
<td style="height: 26px;" width="177">Lui/lei</td>
</tr>
<tr style="height: 26px;">
<td style="height: 26px;" width="177">Noi</td>
<td style="height: 26px;" width="177">Noi</td>
<td style="height: 26px;" width="177">Noi</td>
</tr>
<tr style="height: 26px;">
<td style="height: 26px;" width="177">Voi</td>
<td style="height: 26px;" width="177">Voi</td>
<td style="height: 26px;" width="177">Voi</td>
</tr>
<tr style="height: 26px;">
<td style="height: 26px;" width="177">Loro</td>
<td style="height: 26px;" width="177">Loro</td>
<td style="height: 26px;" width="177">Loro</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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			</item>
		<item>
		<title>&#8216;I giorni perduti&#8217; di Dino Buzzati – Intermedio B2</title>
		<link>https://formares.fr/2018/11/29/i-giorni-perduti-di-dino-buzzati-livello-b2/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Carla Cristofoli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Nov 2018 17:05:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articles]]></category>
		<category><![CDATA[niveaux B1 - B2]]></category>
		<category><![CDATA[Dino Buzzati]]></category>
		<category><![CDATA[I giorni perduti]]></category>
		<category><![CDATA[le passé en italien]]></category>
		<category><![CDATA[Les journées perdues]]></category>
		<category><![CDATA[passato remoto]]></category>
		<category><![CDATA[passé simple en italien]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Lettura &#8211; Intermedio B2 &#8211; &#8216;I giorni perduti&#8216; è una bella e ‘inquietante’ novella di Dino Buzzati che, oltre a farci riflettere sull’importanza del tempo e su come lo usiamo, nel bene e nel male, ci dà anche la possibilità di osservare un tempo verbale poco studiato e ormai poco usato, se non o quasi [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><strong>Lettura &#8211; Intermedio B2</strong> &#8211; &lsquo;<em>I giorni perduti</em>&lsquo; è una bella e ‘inquietante’ novella di <strong>Dino Buzzati</strong> che, oltre a farci riflettere sull’importanza del tempo e su come lo usiamo, nel bene e nel male, ci dà anche la possibilità di osservare un <strong>tempo verbale</strong> poco studiato e ormai poco usato, se non o quasi esclusivamente in letteratura: <strong>il passato remoto</strong>. Per permettervi di esercitarvi sul passato remoto abbiamo realizzato per voi l&rsquo;esercizio <a href="https://formares.fr/2018/12/08/cera-una-volta-il-passato-remoto-livello-b2/"><strong>« C&rsquo;era una volta… il passato remoto »</strong></a>.<br />
À la fin de cet article nous avons rajouté la version en français de cette nouvelle, pour vous permettre de vérifier la compréhension.</p>
<p style="text-align: center;" align="justify"><a class="maxbutton-1 maxbutton maxbutton-formation" href="/formules-tarifs/"><span class='mb-text'>Je choisis ma formation</span></a></p>
<p style="text-align: center;" align="justify"><strong>***</strong></p>
<p align="justify">
<p align="justify">Qualche giorno dopo aver preso possesso della sontuosa villa, Ernst Kazirra, rincasando, <strong>avvistò</strong> da lontano un uomo che con una cassa sulle spalle usciva da una porticina secondaria del muro di cinta, e caricava la cassa su di un camion.</p>
<p align="justify">Non <strong>fece</strong> in tempo a raggiungerlo prima che fosse partito. Allora lo <strong>inseguì</strong> in auto. E il camion fece una lunga strada, fino all&rsquo;estrema periferia della città, fermandosi sul ciglio di un vallone.</p>
<p align="justify">Kazirra <strong>scese</strong> dall&rsquo;auto e <strong>andò</strong> a vedere. Lo sconosciuto <strong>scaricò</strong> la cassa dal camion e, fatti pochi passi, la <strong>scaraventò</strong> nel botro; che era ingombro di migliaia e migliaia di altre casse uguali.</p>
<p align="justify"><strong>Si avvicinò</strong> all&rsquo;uomo e gli <strong>chiese</strong>:</p>
<p align="justify">&#8211; Ti ho visto portar fuori quella cassa dal mio parco. Cosa c&rsquo;era dentro? E cosa sono tutte queste casse?</p>
<p align="justify">Quello lo <strong>guardò</strong> e sorrise:</p>
<p align="justify">&#8211; Ne ho ancora sul camion, da buttare. Non sai? Sono i giorni.</p>
<p align="justify">&#8211; Che giorni?</p>
<p align="justify">&#8211; I giorni tuoi.</p>
<p align="justify">&#8211; I miei giorni?</p>
<p align="justify">&#8211; I tuoi giorni perduti. I giorni che hai perso. Li aspettavi, vero? Sono venuti. Che ne hai fatto? Guardali, intatti, ancora gonfi. E adesso?</p>
<p align="justify">Kazirra <strong>guardò</strong>. Formavano un mucchio immenso. <strong>Scese</strong> giù per la scarpata e ne <strong>aprì</strong> uno. C&rsquo;era dentro una strada d&rsquo;autunno, e in fondo Graziella la sua fidanzata che se n&rsquo;andava per sempre. E lui neppure la chiamava.</p>
<p align="justify">Ne <strong>aprì</strong> un secondo. C&rsquo;era una camera d&rsquo;ospedale, e sul letto suo fratello Giosuè che stava male e lo aspettava. Ma lui era in giro per affari.</p>
<p align="justify">Ne <strong>aprì</strong> un terzo. Al cancelletto della vecchia misera casa stava Duk il fedele mastino che lo attendeva da due anni, ridotto pelle e ossa. E lui non si sognava di tornare.</p>
<p align="justify"><strong>Si sentì</strong> prendere da una certa cosa qui, alla bocca dello stomaco. Lo scaricatore stava diritto sul ciglio del vallone, immobile come un giustiziere.</p>
<p align="justify">&#8211; Signore! &#8211; gridò Kazirra. &#8211; Mi ascolti. Lasci che mi porti via almeno questi tre giorni. La supplico. Almeno questi tre. Io sono ricco. Le darò tutto quello che vuole.</p>
<p align="justify">Lo scaricatore <strong>fece</strong> un gesto con la destra, come per indicare un punto irraggiungibile, come per dire che era troppo tardi e che nessun rimedio era più possibile. Poi <strong>svanì</strong> nell&rsquo;aria, e all&rsquo;istante <strong>scomparve</strong> anche il gigantesco cumulo delle casse misteriose. E l&rsquo;ombra della notte scendeva.</p>
<p style="text-align: right;" align="justify"><strong>Dino Buzzati</strong>, « <em>I giorni perduti</em>« , in 180 racconti, Milano, Mondadori.</p>
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<li><strong>Ed ora, al lavoro!</strong><a href="https://formares.fr/2018/12/08/cera-una-volta-il-passato-remoto-livello-b2/"><strong> « C&rsquo;era una volta… il passato remoto »</strong></a>.</li>
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<p align="justify">Nous avons rajouté la version en français de cette nouvelle, pour vous permettre de vérifier la compréhension.</p>
<p><strong>Les journées perdues</strong></p>
<p align="justify">Quelques jours après avoir pris possession de sa somptueuse villa, Ernst Kazirra, rentrant chez lui, aperçut de loin un homme qui sortait, une caisse sur le dos, d&rsquo;une porte secondaire du mur d&rsquo;enceinte, et chargeait la caisse sur un camion.<br />
Il n&rsquo;eut pas le temps de le rattraper avant son départ. Alors, il le suivit en auto. Et le camion roula longtemps, jusqu&rsquo;à l&rsquo;extrême périphérie de la ville, et s&rsquo;arrêta au bord d&rsquo;un vallon.<br />
Kazirra descendit de voiture et alla voir. L&rsquo;inconnu déchargea la caisse et, après quelques pas, la lança dans le ravin, qui était plein de milliers et de milliers d&rsquo;autres caisses identiques.<br />
Il s&rsquo;approcha de l&rsquo;homme et lui demanda : «Je t&rsquo;ai vu sortir cette caisse de mon parc. Qu&rsquo;est-ce qu&rsquo;il y avait dedans ? Et que sont toutes ces caisses» ?<br />
L&rsquo;autre le regarda et sourit : « J&rsquo;en ai encore d&rsquo;autres sur le camion, à jeter. Tu ne sais pas ? Ce sont les journées.<br />
&#8211; Quelles journées ?<br />
&#8211; Tes journées.<br />
&#8211; Mes journées ?<br />
&#8211; Tes journées perdues. Les journées que tu as perdues. Tu attendais, n&rsquo;est-ce pas ? Elles sont venues. Qu&rsquo;en as-tu fait ? Regarde-les, intactes, encore pleines. Et maintenant&#8230; »<br />
Kazirra regarda. Elles formaient un tas énorme. Il descendit la pente et en ouvrit une.<br />
A l&rsquo;intérieur, il y avait une route d&rsquo;automne, et au fond Graziella, sa fiancée, qui s&rsquo;en allait pour toujours. Et il ne la rappelait même pas.<br />
Il en ouvrit une autre. C&rsquo;était une chambre d&rsquo;hôpital, et sur le lit son frère Josué, malade, qui l&rsquo;attendait. Mais lui était en voyage d&rsquo;affaires.<br />
Il en ouvrit une troisième. A la grille de la vieille maison misérable se tenait Duk, son mâtin fidèle qui l&rsquo;attendait depuis deux ans, réduit à la peau et aux os. Et il ne songeait pas à revenir.<br />
Il se sentit prendre par quelque chose qui le serrait à l&rsquo;entrée de l&rsquo;estomac. Le manutentionnaire était debout au bord du vallon, immobile comme un justicier.<br />
«Monsieur», cria Kazirra. «Écoutez-moi. Laissez-moi emporter au moins ces trois journées. Je vous en supplie. Au moins ces trois. Je suis riche. Je vous donnerai tout ce que vous voulez».<br />
Le manutentionnaire eut un geste de la main droite, comme pour indiquer un point inaccessible, comme pour dire qu&rsquo;il était trop tard et qu&rsquo;il n&rsquo;y avait plus rien à faire. Puis il s&rsquo;évanouit dans l&rsquo;air, et au même instant disparut aussi le gigantesque amas de caisses mystérieuses.<br />
Et l&rsquo;ombre de la nuit descendait.</p>
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<span class="et_bloom_bottom_trigger"></span>The post <a href="https://formares.fr/2018/11/29/i-giorni-perduti-di-dino-buzzati-livello-b2/">‘I giorni perduti’ di Dino Buzzati – Intermedio B2</a> first appeared on <a href="https://formares.fr">FormaRes</a>.]]></content:encoded>
					
		
		
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