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	<title>Texte à lire en italien</title>
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		<title>Cartaceo o digitale? &#8211; Elementare A2</title>
		<link>https://formares.fr/2020/02/09/cartaceo-o-digitale-storia-di-un-elettore-elementare-a2-confermato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Carla Cristofoli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 09 Feb 2020 08:16:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articles]]></category>
		<category><![CDATA[niveaux A1 - A2]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Articolo &#8211; Lettura &#8211; Lessico &#8211; elementare A2 – Libro cartaceo o libro digitale? Leggere molto e di tutto o leggere meno ma di qualità? Ecco cosa ne pensa un lettore forte che legge 150 libri all’anno. Scopriamo cosa ne pensa lui e approfondiamo il lessico intorno ai libri e alla lettura… buona lettura! *** [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><strong>Articolo &#8211; Lettura &#8211; Lessico &#8211; elementare A2 </strong>– Libro cartaceo o libro digitale? Leggere molto e di tutto o leggere meno ma di qualità? Ecco cosa ne pensa un lettore forte che legge 150 libri all’anno. Scopriamo cosa ne pensa lui e approfondiamo il lessico intorno ai libri e alla lettura… buona lettura!</p>
<p style="text-align: center;" align="justify"><a class="maxbutton-1 maxbutton maxbutton-formation" href="/formules-tarifs/"><span class='mb-text'>Je choisis ma formation</span></a></p>
<p style="text-align: center;" align="justify"><strong>***</strong></p>
<p align="justify">In Italia il 46% (per cento) della popolazione ha dichiarato di aver letto fino a 3 libri nell’ultimo anno, mentre soltanto il 14,5% ha letto fino a 12 o più libri (dati Istat). Questa è la premessa per presentare Marco Zanette, blogger «fuori dal branco» e per noi esempio di «lettore forte» che ogni anno legge tra i 120 e i 150 libri o ebook. Un lettore forte, anzi, ultrastrong che legge e scrive di libri sul suo biblioblog.</p>
<p align="justify">Possiedo un ebook reader da oltre un anno. Nel mio caso, la lettura digitale non ha ucciso quella cartacea. Al contrario: i due modi di leggere non sono competizione. Adoro sfogliare le pagine reali, così come è piacevole la lettura su ebook.</p>
<p align="justify">Con le librerie, ultimamente, ho sviluppato un rapporto conflittuale.<br />
La mercificazione del libro è per me intollerabile. Il libro assomiglia sempre di più a un detersivo. Si entra in libreria e sembra di essere al supermercato. Un libro/detersivo non è un’offerta rivolta al «lettore forte», ma al lettore di massa, quello che compra il libro che TUTTI consigliano e TUTTI leggono.</p>
<p align="justify">Ci sono decine di capolavori già riconosciuti che ancora non ho letto e che vorrei leggere. A questi dedico molto del mio tempo di lettura e poi per le nuove pubblicazioni ascolto i consigli delle persone amiche che hanno gusti simili ai miei e mi interessa molto il consiglio della bibliotecaria. In biblioteca vado molto più volentieri che in libreria.</p>
<p align="justify">Invece per le mie letture digitali acquisto su alcuni store on line che conosco e hanno buone offerte per qualità e prezzo. Non compro mai un ebook se non costa meno della metà del corrispondente cartaceo. Un ebook non può costare solo il 20 o 30 % (per cento) in meno di un libro cartaceo: per me è inaccettabile!</p>
<p align="justify">E poi, c’è il “lato oscuro”: si pubblica continuamente, impossibile leggere tutti i libri che sono pubblicati. È un fenomeno positivo? Non lo so, certo è strano, perché si pubblica molto, ma le statistiche dicono che si legge sempre meno.<br />
Secondo me, il problema non è la grande quantità, ma la poca qualità di quello che si vende. Si possono fregare una volta milioni di persone, ma non due o tre volte uno che ama leggere: dopo un po’, inevitabilmente il Buon Lettore si allontana e la sua fiducia è persa. Un buon lettore insoddisfatto è un cliente perso per sempre.</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Adattato da <a href="https://www.ebookreaderitalia.com/storia-di-un-elettore/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Ebookreaderitalia</a></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><iframe src="https://formares.fr/wp-admin/admin-ajax.php?action=h5p_embed&amp;id=76" width="958" height="685" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p>&nbsp;</p>
<hr />
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>Focus lessicale</strong></span>: ‘Ti ho fregato’ – ‘Mi hai fregato’ – ‘Non me ne frega niente’.</p>
<p style="text-align: center;"><strong><em>“Si possono fregare una volta milioni di persone, ma non due o tre volte uno che ama leggere”.</em></strong></p>
<ul>
<li><span style="color: #ff0000;">Fregare qualcuno</span> (in forma attiva) o <span style="color: #ff0000;">farsi fregare</span> (in forma passiva) significa imbrogliare o essere imbrogliati (ingannare, truffare o essere ingannati, essere truffati, subire un danno o causare un danno a qualcuno).</li>
</ul>
<p align="justify"><strong>Ad esempio:</strong></p>
<p align="justify">• in forma passiva = subire &#8211; Mi sono fatta fregare, pensavo di aver comprato una collana di pietre preziose a poco prezzo, invece non vale niente!<br />
• in forma attiva = far subire &#8211; Ho fregato il mio amico giocando a poker!</p>
<ul>
<li><span style="color: #ff0000;">Fregarsene</span> significa disinteressarsi, non curarsi, non interessarsi.</li>
</ul>
<p><strong>Ad esempio:</strong></p>
<ul>
<li>Me ne frego dei giudizi degli altri! Non mi interessa! Non me ne frega niente!</li>
<li>Non me ne frega niente dei giudizi degli altri! Non mi interessa! Me ne frego!</li>
</ul>
<p>Molto comuni sono anche le espressioni: ‘<strong>Che me ne frega!</strong>’ oppure ‘<strong>Fregatene</strong>’ per invitare qualcuno a non preoccuparsi di qualcosa.</p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>Attenzione!</strong></span></p>
<p align="justify"><strong>‘Me ne frego’</strong> è ormai espressione usata correntemente e si è dimenticata la sua volgarità e la sua triste origine storica. Infatti ‘Me ne frego’ è un’espressione di origine fascista, inventata da Gabriele D’Annunzio, e usata dagli squadristi fascisti italiani nell&rsquo;epoca di Mussolini, quindi l’espressione ha un secondo sinistro significato, perché usata come slogan di appartenenza dalle cosidette &lsquo;camicie nere&rsquo; (uno dei tanti &lsquo;slogan&rsquo; usati). Le espressioni del tipo ‘non me ne frega nulla’ o ‘non me ne importa nulla’ non hanno questo secondo significato e sono da preferire.</p>
<p align="justify">Nessuna differenza tra ‘me ne frego’ e ‘non me ne frega’ o ‘non me ne importa nulla’, ma è meglio usare ques’ultima.</p>
<hr />
<p align="justify">
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